Corpi, natura e indefinito

“L’ombra di lontane e molte colline di volti e silhouettes e mani lontane. Quasi quasi qui loquace paperottola che fai? Di colline e di mani passate (dita, impronte) mani e colline future (impronte, dita), scorrere nello scorrimento profondo nell’andirivieni della tessitura (…)” da “La Beltà” di Andrea Zanzotto Ci sono cose che non potremo mai fotografare, ci sono cose che non potremo mai dire o … Continua a leggere Corpi, natura e indefinito

Organi sessuali tra forza e vulnerabilità

Nell’arco della propria vita, ci sono dei pensieri, o meglio, delle questioni costanti. Pensieri che tornano e ritornano durante il giorno, nei mesi, negli anni. Uno di questi ha a che vedere con l’annosa questione delle differenze sessuali, come dire, di base, tra essere femminile e essere maschile. Essere convinta della differenza sostanziale tra questi due sessi è un passo che ho fatto con il … Continua a leggere Organi sessuali tra forza e vulnerabilità

La notte di Andrea

ho bisogno di starti vicino. tenerti presso di me. sentire la pressione del tuo corpo sul mio, il calore tenue della tua pelle. poterti sentire vivere, vibrare, respirare sono tumultuosi i pensieri, arrivano senza preavviso, si muovono come i pupazzi di Alice in Něco z Alenky di Jan Švankmajer. Convulsi e a tratti disarticolati, pronti ad infrangersi in frammenti che sarebbe anche inutile raccogliere e … Continua a leggere La notte di Andrea

Ghiannis Ritsos_come possono gli uomini vivere senza poesia?

Restaurazione Non amava affatto gli uccelli, i fiori, gli alberi diventati simboli delle idee, utilizzati inoltre da schieramenti opposti. Lui sentiva di riportarli al loro fondamento naturale. Le colombe, per esempio, non emblema di una varietà di convegni, ma begli uccelli erotici, dal passo lento, che continuano a baciarsi becco a becco nel mio cortile, e mi riempiono le mattonelle di escrementi e piume (mi … Continua a leggere Ghiannis Ritsos_come possono gli uomini vivere senza poesia?

Nota di un pomeriggio d’estate

“In sostanza, l’intellettuale – per come io intendo il termine – non è né un pacificatore né un artefice del consenso, bensì qualcuno che ha scommesso tutta la sua esistenza sul senso critico, la consapevolezza di non essere disposto ad accettare le formule facili, i modelli prefabbricati, le conferme acquiescenti e compiacenti di ciò che i potenti e i benpensanti hanno da dire e di … Continua a leggere Nota di un pomeriggio d’estate