Se potessi rivivere una nuova giovinezza

se potessi rivivere una nuova giovinezza come dire, una pella nuova un fiorire come dire, lo sbocciare rinnovato delle magnolie sul vecchio ramo che sempre è lì, sempre è presente se potessi rinnovare il sapore di un bacio restare sospesa alle labbra quasi uno sfiorare se potessi incontrarti nuovamente come dire, apparire davanti a te in quel pomeriggio distratto in cui non mi ero accorta … Continua a leggere Se potessi rivivere una nuova giovinezza

Vivere nel vuoto: ‘unreal cities’ della Siria

Testimonianza dello scrittore siriano Khaled Khalifa sulla diaspora siriana Mia sorella mi disse che sarebbe andata via per attraversare il mare con un gommone. Riattaccò il telefono senza attendere la mia risposta. Mi disse semplicemente qualcosa di profondo e sentimentale e mi affidò la cura dei suoi tre figli nel caso fosse annegata. Pochi minuti dopo, cercai di richiamare il numero turco di cui non … Continua a leggere Vivere nel vuoto: ‘unreal cities’ della Siria

Corpi, natura e indefinito

“L’ombra di lontane e molte colline di volti e silhouettes e mani lontane. Quasi quasi qui loquace paperottola che fai? Di colline e di mani passate (dita, impronte) mani e colline future (impronte, dita), scorrere nello scorrimento profondo nell’andirivieni della tessitura (…)” da “La Beltà” di Andrea Zanzotto Ci sono cose che non potremo mai fotografare, ci sono cose che non potremo mai dire o … Continua a leggere Corpi, natura e indefinito

Organi sessuali tra forza e vulnerabilità

Nell’arco della propria vita, ci sono dei pensieri, o meglio, delle questioni costanti. Pensieri che tornano e ritornano durante il giorno, nei mesi, negli anni. Uno di questi ha a che vedere con l’annosa questione delle differenze sessuali, come dire, di base, tra essere femminile e essere maschile. Essere convinta della differenza sostanziale tra questi due sessi è un passo che ho fatto con il … Continua a leggere Organi sessuali tra forza e vulnerabilità

sospesi, come zampe di gru

sospesi, come zampe di gru sento, l’dore delle alghe l’acqua vibrare al movimento delle labbra lieve, lieve credere alla primavera all’ibiscus nella terra alla vita che porti ai tuoi sogni all’altrove al dentro e al fuori al qui, proprio qui ricoprirsi di piume essere leggeri dimenticarsi di sé ridere ridere ridere planare su tutte le miserie piangere un poco nutrire le fonti le visioni annunciare … Continua a leggere sospesi, come zampe di gru

La notte di Andrea

ho bisogno di starti vicino. tenerti presso di me. sentire la pressione del tuo corpo sul mio, il calore tenue della tua pelle. poterti sentire vivere, vibrare, respirare sono tumultuosi i pensieri, arrivano senza preavviso, si muovono come i pupazzi di Alice in Něco z Alenky di Jan Švankmajer. Convulsi e a tratti disarticolati, pronti ad infrangersi in frammenti che sarebbe anche inutile raccogliere e … Continua a leggere La notte di Andrea