Il Cantico dei Cantici_Roberto Latini

“Se mi ami, amami tutta” Dulce María Loynaz La primavera ritorna, e con lei, gli odori, i sensi risvegliati di una natura umana che anela all’amore. “Guardami”/ “Non guardarmi” chiede insistentemente la terra al sole che la bacia, le rende il calore attenuato negli inverni. “Guardami”/ “Non guardarmi” chiede l’attore e regista Roberto Latini al pubblico dopo aver intessuto un raffinato spettacolo teatrale. “Non guardarmi”/ … Continua a leggere Il Cantico dei Cantici_Roberto Latini

I nuovi mostri

Facebook è come una piazza dove l’opinione pubblica (temibile e da sempre fonte di disastri) è capace di tirare fuori dalla gente veri e propri mostri. E’ simile ad una piazza ma non lo è perché è più insidiosa e più agevole per coloro che evitano il confronto diretto e hanno agio di scrivere e dire la propria opinione senza alcuna documentazione o argomentazione esaustiva. … Continua a leggere I nuovi mostri

trentatré trentini andarono a Trento tutti e trentatré trotterellando

il cielo è molto più vicino di quanto si pensi sono sola una parte della finestra, non coperta dalla pesante tenda blu, lascia intravedere la notte e le piccole luci pulsanti dei paesi vicini sono un crogiuolo di sensazioni perchè agosto è un mese in cui tutto scorre terribilmente veloce e terribilmente piano assieme posso rapprensentarmi come un otre di pelle che si riempie e … Continua a leggere trentatré trentini andarono a Trento tutti e trentatré trotterellando

Il cane e io

“siete come sorelle, o forse tu, una madre o ancora tutte e due le cose assieme incontrate nel rincorrersi di eventi in cui si sono riconosciuti gli sguardi il tuo era uno sguardo con quattro zampe il suo, sguardo poggiato su due gambe e su tutte le cose del mondo resta il vostro sguardo comune sulle stelle nelle notti in cui dimenticavate di essere tu … Continua a leggere Il cane e io

“La crudeltà ci colse di sopresa” di Choman Hardi, poetessa curda

“Seduti intorno a un vecchio tavolo tracciarono linee sulla carta geografica e divisero quello che avrei chiamato il mio paese” “Losanna, 1923” di Choman Hardi Sulaimaniya. Attraversando il Kurdistan iracheno siamo passati attraverso pozzi di petrolio. Si vedevano, distanti, dalla strada che percorrevamo, lingue di fuoco in un paesaggio desertico. E poi caldo e poi l’aprirsi degli occhi e poi il ricordo si dissolve all’interno … Continua a leggere “La crudeltà ci colse di sopresa” di Choman Hardi, poetessa curda

metti una luna buona sulla lingua

metti una luna buona sulla lingua e lascia che la bocca rimanga aperta leggermente aperta per contenere la luna e la sua luce metti un fiore di rosmarino sulla palpebra non aprire gli occhi, resta così nel sentire la leggerezza del fiore nello sguardo immaginato e poi, avvicinati, ai piedi degli alberi senza spezzare muschio e lumache lascia che l’odore della terra si faccia varco … Continua a leggere metti una luna buona sulla lingua

E il naufragar m’è dolce in questo mare

Nella nota poesia di Giacomo Leopardi, il “naufragar” non voleva certo coincidere con il morire. Piuttosto il naufragar era sensazione di uno smarrimento di sé nell’infinito del mondo, che dava adito ad una forza di liberazione del proprio essere/esserci non legato ai limiti fisici della carne, del pensiero, delle contingenze sociali e dei limiti geo-politici. Dopo aver gozzovigliato a lungo nelle pance, nei reni e … Continua a leggere E il naufragar m’è dolce in questo mare