La casa nelle gravine

Il tempo della scrittura è simile al tempo del camminare. Per la scrittura e per camminare bisogna darsi tempo, consacrare del tempo, non concedere spazio ad altro, essere totalmente devoti. Devozione dal latino vovère ossia promettere solennemente ma anche dedicare e desiderare. Laddove dedicare sottintende offrire con parole: un’offerta avvolta da un qualcosa di sacro come la vita. Ecco che potremmo considerare la scrittura un atto che celebra la vita.

Bisogna desiderare il cammino, desiderare la scrittura, il resto ruoterà attorno come una costellazione che prende forma sospinta da una forza magnetica, dominante.

Camminare implica anche incidere nella terra, solcare la terra. Sì, proprio come la scrittura. Ancora analogie, ancora elementi che si rincorrono, si intrecciano, si inseguono, confluendo magmaticamente l’uno nell’altro e assumendo forme che riconosciamo o ancora nuove.

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Abbracciando questa tensione mi accingo a compiere le mie esplorazioni del territorio pugliese. Quando riesco a consacrare tempo per poterlo fare. Perché la promessa esige sempre una azione. E come attraverso i solchi della scrittura, attraverso le gravine, inizia il cammino.

Le gravine sono enormi crepacci nella terra, aperture dalle pareti a volte ripide e a volte più dolci. Ci sono le gravine di Massafra, quelle di Palagianello, di Gravina, quelle mozzafiato di Laterza o ancora Matera e poi ci sono quelle che ci accingiamo a percorrere, ossia quelle di Mottola.

Sono canyon scavati da antichissimi fiumi nella roccia carsica al cui interno si possono trovare chiese e villaggi rupestri, qualità diverse di piante officinali, piccoli ruscelli che diventano torrenti con le piogge abbondanti, e una fauna di cinghiali, volpi, faine, ricci, uccelli che nidificano lungo le pareti poco praticate dall’uomo.

Le varie gravine di Puglia hanno dato luogo all’istituzione di un parco: il Parco Regionale Terra delle Gravine ma il lavoro da fare per rendere accessibile e pulito un luogo davvero bellissimo come le gravine è sempre molto grande, perché è vasta l’area e perché per molto tempo le gravine sono state (e in molti punti ancora lo sono) luoghi dove la gente disamorata verso la natura che le è casa, getta immondizia di ogni tipo.

Nonostante le storture che possiamo vedere attraversando le gravine, continuo e continuerò a percorrerle e ad esaltarne la splendida bellezza che comuni e istituzioni devono curare e proteggere. Il parco delle gravine non solo è una bellezza naturale unica ma riesce anche a dare vita ad una forma di turismo eco-sostenibile che può portare solo vantaggi ad una terra devastata da disastri ambientali. Una Puglia (ma non solo parliamo anche di Basilicata) che dovrebbe puntare sulla valorizzazione della natura, perché è, significativamente, la parte più bella che essa ha.

Dal mare alle gravine, dai laghi ai boschi, dai promontori e grotte lungo la costa alle spiagge di sabbia finissima: la Puglia è un tesoro naturalistico che può solo giovare, che apre la mente e il cuore. Riconoscere la fragilità e l’importanza di questa bellezza spetta, innanzitutto, ai cittadini che vi risiedono.

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La gravina di Mottola, in particolare quella di Petruscio, è piena di grotte collegate fra loro, grotte in cui si riconoscono antiche abitazioni e luoghi di culto. Mentre, dislocate oltre la gravina di Petruscio, ma vicine tra loro lungo la stessa strada comunale, ci sono le più famose chiese rupestri visitabili su prenotazione. Difatti le chiese, dalla bellezza indicibile, sono chiuse da inferriate per essere protette. Bisogna rivolgersi all’info point di Mottola per prenotare una visita. Tengo a precisarlo perché non sapendo della prenotazione, la prima volta che mi sono imbattuta nelle chiese rupestri, nei miei spostamenti improvvisati, le ho trovate chiuse e le ho potute solo intravedere.

Addentrarsi nella gravina di Petruscio è un vero piacere per coloro a cui piace salire e scendere lungo massi e scarpate. Con molta attenzione ci siamo addentrati fin dove abbiamo potuto attraversando le grotte del villaggio ipogeo e lasciandoci cullare dalla vista larga degli orizzonti che è possibile vedere una volta raggiunti luoghi panoramici situati in alto, lungo le pareti.

Si può percepire una forza ancestrale che ha accompagnato donne e uomini, animali e piante, lungo i secoli e i millenni. E ogni passo è un passo buono sulla terra che restituisce bene quando è amata.

La gravina di Mottola è stata una scoperta bellissima. Dalla sommità del paese si intravede Taranto lontano o la più vicina Massafra e si intuisce la presenza di Palagianello, altro luogo suggestivo e ventre di gravine.

Dedicare del tempo per camminare nel ventre della terra che non conosciamo ma che ci è madre e padre, allena i sensi all’amore. All’amore verso se stessi e l’altro da sé che assume sembianze non solo umane, ma anche minerali e animali, in cui riconoscersi.

Link utili

http://parcodellegravine.provincia.ta.it
http://www.mottolaturismo.it/chi-siamo/
https://www.parcogravine.com/i-luoghi-del-parco/
https://www.gravinweb.it/25-aprile-nella-gravina-di-laterza/

Ottima descrizione delle chiese rupestri di Mottola e curiosità storiche

http://www.famedisud.it/itinerari-a-sud-alla-scoperta-di-mottola-1-larcaico-incanto-delle-grotte-di-dio/

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