sono finalmente ritta, ben ritta

sono finalmente ritta, ben ritta
sulle mie gambe
non tentenno come le grandi cavallette
ma sono eretta e svettante come colonna

le colombe dal collare richiamano l’amore
sopra la mia testa
rido, conosco la morte per il troppo calore
conosco il suono del respiro prossimo alla fine

forse un piccolo timore è ancora rannicchiato
nella mia mano destra
perché la sinistra è libera di inseguire il movimento
dei grandi rami, delle foglie quando c’è vento

poi, lo sai, mi innamoro con facilità estrema
in cerca di tenerezza che non so dire
per questa fonte che porto profonda
l’uomo che a fianco cammina non nasce rabdomante

sarebbe facile portare le mani alla dolcezza
accarezzarci il viso fino a svenire, venire meno
tra le nostre braccia
ritrovare la terra, i semi, la roccia e uno sgorgare di acqua fresca

colomba, colombella, porta queste parole care
sulle terrazze di Algeri, dove c’era un sogno e un canto
e bruciale e fanne cenere
che dalla cenere non si riconoscano più le amate forme

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2 pensieri su “sono finalmente ritta, ben ritta

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