il mio corpo

il mio corpo/quando tutto precipita/ e marciscono eserciti e l’uomo diventa spettro delle sue carogne/ il mio corpo/ quando tutto precipita/e violenza sulle bocche/ e tu che non guardi/ e tu che prendi senza domanda o rosa tra le ciglia/ il mio corpo/ tu vuoi il mio corpo/ come campo da controllare/ per disegnare i tuoi schemi d’attacco/ per far fiorire mine e medicamenti/ per solcare e mettere le mani/ anche se non puoi arrivare/non puoi arrivare/il mio corpo/ quando tutto precipita/nel dentro dove si fa fascio di carne/ dove non vedi il piacere che a te non rimanda/ ti riversi sul mio corpo/ ma io mi alzo, con un fascio di luce/ terra che tu calpesti/luminosa voce/ di cui non avrai il pianto

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2 pensieri su “il mio corpo

  1. grazie Franz, credo di poter dire che tutto il mio lavoro si concentri su questa…chiamiamola…carnalità, o questo essere terreno che chiede dimora a dispetto di tutti coloro che vorrebbero schiacciarlo

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