Nabilah al-Zubair, la giovane poetessa_2° parte

Entro nella folla…affrettandomi…schiacciata
Il timone del cuore ci sposta avanti e indietro
Tu sei sempre gentile…
Io sguscio fuori dall’amore
Incoraggio lo stupore
Nessun albero … nessuna strada… nessun fuori … tutto è dentro
Un mantello si agita e ne viene fuori un lampo, esso mi scuote
Decine di donne vengono fuori dal mantello…io non sono uno di loro
Scuoto da me l’amore
Niente tra noi
Io non sono…se non una persona chiunque
“Rabbrividisco” di Nabilah al-Zubair (traduzione dall’inglese: http://www.wpm2011.org/node/788)

(il testo di seguito riportato è tratto dal capitolo ‘La storia di una scrittrice: Nabilah al-Zubair‘ all’interno della tesi “Il genere e la scrittura nella letteratura femminile yemenita” scritta da Antelak Mohammed Abdulmalek Al-Mutawakel presso la Tilbury University in Olanda. Per la prima parte: https://iulamarzulli.wordpress.com/2016/11/02/nabilah-al-zubair-una-scrittrice-dello-yemen_i-parte/)

https://www.youtube.com/watch?v=AVg3ntikHKs

(esempio di musica yemenita con la cantante Amal Kadel)

“Mi ci volle molto tempo, prima di iniziare a pubblicare poesie, nel 1981, per due ragioni. La prima era che avevo la sensazione che la mia poesia non seguisse realmente la metrica. Una volta, dopo aver scritto alcuni veri, li feci leggere a mia sorella. Lei rise perché le parole non rimavano e si chiedeva se fosse o no poesia. La seconda ragione era che non ero convinta del mio modo di scrivere. Tutt’ora non so se il non aver subito pubblicato sia stata una fortuna o meno. Ho iniziato scrivendo alcune poesie, comunque, leggendole a persone vicine. Non scrivevo per pubblicare.

villaggio-yemenHaid Al-Jazil in Wadi Doan – Hadramaut – Yemen

Tornata la mio lavoro, dopo il divorzio, ho trovato nuovi amici e colleghi, ai quali leggevo le poesie: loro mi trattavano come una poetessa. Lavoravo in due banche: la Banca Centrale e la Banca Yemenita dove molte persone entravano e uscivano. Ho conosciuto anche gente famosa che lavorava nel campo della cultura. Per esempio ho incontrato Mahmoud al-Haj e il suo amico Ahmed Fathi. Persone famose che facevo poi conoscere ai miei.

Ero ispirata, così andai alla Saba News Agency e incontrai il capo editore al-Zurqa. Lui lesse alcuni dei miei scritti e trovò in essi una bambina ambiziosa. Ho lavorato presso il giornale Al-Thawra e anche lì sono nate nuove conoscenze. Ho lavorato al giornale dal 1980 all’82. Scrivevo per la sezione investigativa “Dalla Penna Blu”, per la quale mi avevano preparato. Molta gente apprezzava il mio lavoro al giornale perché sebbene i miei soggetti non fossero seri, avevo uno stile raffinato.

tempio-di-bilqis
tempio di Bilqis o della Luna, II millennio a.C. nell’antica capitale del regno della regina di Saba, Ma’rib

Una delle cose che mio padre rispettava era che il direttore del giornale mi veniva a prendere e mi accompagnava al lavoro. Il direttore diceva a mio padre che lui stesso aveva una figlia. Non c’era nulla che potesse preoccupare mio padre, che decise di fidarsi di me, in un momento in cui ogni persona osservava ciò che stavo facendo senza che me ne accorgessi. Ero, e ancora lo sono, circondata da regole. Facevo del mio meglio per comportarmi bene perché mio padre non riteneva il settore nel quale lavoravo “pulito”, per esempio il Ministro della Comunicazione e della Cultura era, nella sua opinione, una donna “audace”. Iniziai a far diminuire la distanza tra mio padre e il mio lavoro, spiegandogli che non tutti i luoghi legati alla comunicazione e all’informazione erano negativi. La mia famiglia iniziò a leggere i miei articoli. Una persona, che ancora lavora come fotografo del Presidente, venne da noi e disse a mio padre che scrivevo degli articoli molto belli. Queste cose colmarono le distanze.

Le mie prime poesie erano sull’oscurità e sull’assurdità della vita. L’incoraggiamento degli altri mi spinse a continuare con l’assurdo. Rimasi confusa fino al 1983 quando incontrai Fathiyya al-Jirafi, una delle prime donne Yemenite coinvolte nel sociale e moglie del famoso poeta cieco e critic `Abd-Allah al-Baradduni. Lei mi assicurava che scrivevo bene e voleva portare le mie poesie da `Abd-Allah al-Baradduni. Io avevo paura di questa idea e le dicevo che non ero ancora pronta. Non so perché dicessi questo. Era perché avevo avuto già esperienze di repressione? Non avevo la confidenza necessaria, inoltre, non avevo fretta che qualcuno leggesse le mie poesie. Non volevo che nessuno mi introducesse a personalità importanti. O forse era il contrario?

shabwa
Shabwa, antica capitale regno Hadramawt

Forse stavo nascondendo e proteggendo qualcosa. Non lo so. Non pubblicavo e leggevo agli altri le mie poesie. Continuò così fino al 1984 quando incontrai Dr. Raufah Hassan, che aveva sentito parlare di me e aveva letto i miei articoli. lui credeva nel mio talento e organizzò per me una serata pubblica dove leggere le mie poesie e incontrare altri scrittori.

L’estate del 1984 fu l’epoca della mia prima lettura pubblica. L’incontro era all’Officer’s Club e fui presentata come letterata. Le poesie che lessi erano piene di sentimenti femminili. Ero molto influenzata da Nizar Qabbani. Le mie poesie erano testi appassionati che trattavano di sesso e politica. Sono tutt’ora orgogliosa di questo primo incontro pubblico. Iniziai a pubblicare e il responsabile culturale del giornale Al-Thawrah cominciò a venire da me per prendere le mie poesie. Pubblicavo inizialmente due poesie ogni mese.

dragon-trees-yemen
Dracena drago, isola di Socotra, Yemen

Poi mi offrirono di lavorare come supervisore nella sezione “benessere femminile” del giornale Al-Mithaq. Le donne scrittrici erano rare e sebbene fossi giovane i miei testi erano buoni. Rifiutai quel lavoro perché il giornale non era indipendente ma apparteneva ad un partito politico. Inoltre, credevo che le donne non dovessero avere una sezione speciale come per i bambini ma dovessero rientrare in quella principale come per gli altri. Comunque, presero alcuni miei testi da Al-Thawrah e li ripubblicarono su Al-Mithaq.

Nel settembre del 1984, recitai tre poesie in una celebrazione pubblica per l’anniversario della Rivoluzione di Settembre. C’erano poeti importanti come `Ali Sabrah and `Abd al-samad al-Qalisi. Recitai due poemi audaci che furono trasmessi in TV. Era audace recitare questi due testi davanti a tutto quel pubblico. C’erano il ministro della Comunicazione e della Cultura Hassan al-Lawzi, che sedeva con uno strano sorriso sulle labbra: non era un sorriso di ammirazione. Lessi altre poesie bizzarre come queste e lessi anche una poesia su Sana’a, un testo che fu poi pubblicato nella mia prima raccolta: Mutawaliyat al-Kethbah al-Raya’ (Una successione di meravigliose bugie). Gli altri testi che lessi erano su Gerusalemme, ricordo un inizio:

Nessuno
La notte nera
Nessuno
E la donna del tempio
Il corpo della notte rivela
Nessuno nella notte nera”

bambino-yemenita-2013
bambino yemenita davanti ad un murales contro gli attacchi dei droni; Sana’a, 2013

nota: ricordo che in Yemen c’è una guerra in corso. Di seguito un articolo su Nena news sull’ultima trattativa diplomatica Onu: http://nena-news.it/yemen-tra-stallo-diplomatico-e-stragi-della-coalizione-saudita/)

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