“Ci siamo detti, prendiamoci la vita”

ci siamo detti, prendiamoci la vita
con tutti i piedi e le mani
e gli occhi e il cuore che pulsa e trema
ci siamo detti, prendiamoci la vita
all’inizio era un sussurro
poi è diventato un grido

ho sognato che tu eri bellissimo
e anche io
camminavamo tra alberi e muschio
lontano sentivamo il gorgogliare dell’acqua
era la roccia che raccontava una storia
antica quanto le linee delle nostre mani

e tra forme e calchi, tra immagini e specchi
ci siamo detti, prendiamoci la vita
tutta intera, ferita e cucita
o ancora piegata
o altro come liscia e infinita
un orizzonte di acqua e di cielo
dove non distingui le dita

ho sognato di averti al mio fianco
mi raccontavi di una storia passata
lo sai quanto amo le storie
e chi sa raccontarle come dono che non chiede ritorno

e il racconto era un tuo desiderio come di un fiore
della tua pure umanissima disperazione
ed eri bello come quando ridi
e non c’erano scarpe sul balcone
non c’era nessun rito e nessuna preparazione

Angelo, io mi prendo la vita
la mia la tua e quella del mondo sfiorita
la vita degli innamorati
che godono al suono di una sola parola
la vita del cuore nomade
che canta il distacco e il solitario
ciclo delle lune, la mia vita Angelo
e la tua

perché qui si muore
perché qui si vive
e il campo al tramonto
è un bellissimo canto del mondo

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