Maria della donna ferma

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dopo il gioco, la grande festa
delle passioni, della rabbia
delle grida di piacere
delle chimere
delle libertà tradite
del profumo dei fiori
dell’erba bagnata…
quella libertà che noi abbiamo imprigionata
io…io…da molto tempo non sono più io
vivo nel toro scappato
nella sua corsa che torce il fiato
sono nelle fiamme del corpo che brucia
per troppo amore
per possesso per disamore sento
di aver fatto qualcosa
di esser colpevole di qualche colpa
avuta, forse ho troppo goduto
forse ho troppo avuto
Maria, cos’è questa colpa
regalata con tanto spessore di sacro?
ecco amore capisci
perché rimango muta
davanti alla voce che si alza?
la nostra piccola rivoluzione
è nel mutare strada
nel cambio del vento
testardi come la roccia più dura
torcendo ai noi stesso il capello
contro le fila di mura
alzate davanti ai sorrisi
contro lo stesso bisogno di tortura
che dentro noi fa dimora
io…io…da molto tempo non sono più io
essere umano con mani e braccia
con la bocca e con un cuore
e dunque Maria
fermati
fammi vedere i tuoi figli
occhi negli occhi
cuore nel cuore
perché io Maria
non sono più io
nella vita che vive
nella vita che muore

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