Versi dalla Palestina_A poem from Palestine

Italiano

sebastya guest house

Sebastya, Palestina_Guesthouse

Ho il piacere e l’enorme privilegio di pubblicare un testo che una cara amica palestinese ha scritto poco tempo fa, a causa di un ennesimo episodio di sopruso. Un sopruso quotidiano, di quelli silenziosi e ripetitivi, che vede tanti palestinesi percorrere ore e ore di macchina per fare solo 50 metri. Lei si chiama Sara, è una insegnante che lavora a Nablus, insegna disegno grafico. Ha poco meno di 30 anni e ho avuto la fortuna di conoscerla in Palestina per teatro. Ricordo bene i check point e le file, il sentirsi animali al macello. E non scherzo, perché i check point sono luoghi freddi, con tante sbarre e fili spinati, dove entri “incasellato”. E non sai mai cosa succederò, se potrai entrare o no.

Queste le parole di Sara sul perché ha sentito di dover scrivere i versi di “Meno che perfetta, se non con te, Palestina”:

“Perchè ho scritto questi versi…Queste ultime due settimane ho passato ogni giorno tre ore girando da Ramallah verso Nablus per lavoro…Fatica, esaurimento e un lampo negli occhi. Quando vedi l’occupazione chiudere le strade e per una distanza di soli 50 metri sei obbligato a girare e girare tra le vie di collegamento che sono congestionate, come in atteggiamento di preghiera…odio commiserarti Palestina…la mia esistenza è con la tua presenza…”

 limoni

Meno che perfetta, se non con te, Palestina_Sara Musa

 

La nostra esistenza è meno che perfetta
Tu sei la mia gioia, tu sei gli elementi
Tu sei il flusso e il marinaio
un pò meno della perfezione

Senza te non c’è meta
Tu sei il mio regno…e ciò che salva
Io sono lo sguardo e tu la scena
Io colei che ascolta e tu l’inno
Tu
Tu…io…

Credo di essere meno che perfetta per ipermetropia
La storia del mio amore…tu
e la mia miseria
la ragione del mio sorriso e la mia paura

Tu sei la mia colpa e il mio perdono
tu sei la mia fantasia e la mia preghiera
tu sei la mia angoscia e la mia passione

Un sentito grazie a Sara

English

ulivi tagliati

I have the pleasure and the great privilege to publish a text written by a dear friend from Palestine. She wrote it after an episode of abuse. A kind of daily abuse that sees many Palestinian people travel for hours and hours for doing only 50 meters. Her name is Sara, she teaches graphic design in Nablus. She is only thirty years old, more or less and I met her in Palestine for theatre.

I remember very well the check point in Palestine. It seems to be like animals in slaughterhouse. And I don’t joke because check point are cold places, with many bars and barbed wire. And you never know what can happen, if you can go or if you’ll be rejected.
These the words of Sara in explain me why she wrote the poem “Less than perfect, except with you .. Palestine”:

“why I wrote this: because These couple weeks I spent three hours round-trip from Ramallah to my destination Nablus for work.. Fatigue, exhaustion and a lump in the eyes,. When you see the occupation closed the road and because of a distance of less than 50 meters..sometimes….you are obliged to turned around by the bypass roads which is congested in prayers …..I hate to blame you Palestine.. My existence…with your presence”

Less than perfect, Except with you .. Palestine_Sara Musa

Our existence is Less than perfect
You’re my Joy, you’re the Weather
You are the stream and the sailor
a little bit Less than the perfect

Without you there is no achievement
You’re my kingdoms .. and You are my savior
I am the sight and you’re the scene
I’m the Hearing, and you’re You are the anthem
You
You … oh me …

I think I am less than perfect to hyperopia
The story of my love .. you; and my misery
The reason for my smile and my fear

You are my fault, you’re my forgiveness
You are my fancy and my prayer
you’re my worry and you’re the passion

Thanks Sara

Annunci

2 pensieri su “Versi dalla Palestina_A poem from Palestine

  1. C’è un forte contrasto nelle sue parole. Quanto la Palestina è territorio occupato e quanto la Palestina è territorio lasciato a se stesso.
    Quanto ne so poco.
    Grazie di averlo condiviso.

    Mi piace

    1. Sì Gianni, è un testo non lineare perchè una situazione come quella vissuta ogni giorno dai palestinesi…in una terra che è la loro terra ma così smembrata e murata, i sentimenti che emergono non sono chiari…si perde identità, si ama, si prova rabbia e questo non solo verso gli occupanti anche verso se stessi. Ma il legame con la propria terra diviene un qualcosa di così indicibile quando te la portano via…solo allora capisci quanto tu eri quella terra….bè, è un discorso complesso da ascoltare anche dalle loro voci

      Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...