Gli Ingannati di Tewfik Saleh

Palestina-campi profughi in Libano-Kuwait.

Questo il viaggio che Tewfik Saleh ci fa percorrere nel film “Gli ingannati” girato nel 1972. Il 1972 è anche l’anno in cui muore assassinato Ghassan Kanafani (https://iulamarzulli.wordpress.com/2015/07/09/ghassan-kanafani_la-pelle-della-letteratura/), autore del romanzo Uomini sotto il sole, da cui “Gli ingannati” è tratto.

Tewfik Saleh, regista egiziano. Ghassan Kanafani, scrittore palestinese. Fondi siriani per girare il film.

Quando sono uscita dalla sede del Comitato di solidarietà con il popolo palestinese “Tadamon Filastin”, a Bari, dopo aver visto il film “Gli Ingannati”, avrei voluto subito, a cuore caldo, buttar giù qualcosa su ciò che avevo visto.

Come se qualcuno mi avesse dato uno schiaffo sonoro e inatteso, ho percorso la strada verso Adelfia, intontita, arrabbiata. Probabilmente disorientata.

L’iniziativa del Comitato non poteva non richiamare la mia attenzione perché la Palestina è, per me, un luogo del cuore. Il lavoro teatrale svolto a Sebastya mi ha permesso, assieme ai miei compagni di allora, di conoscere con i miei occhi e la mia pelle, la bruttezza e la spettralità delle colonie israeliane, gli ulivi tagliati nelle terre palestinesi, la curiosità dei bambini e delle donne nei villaggi, l’allegria dei ragazzi e anche la rabbia, il dolore.

Che significa crescere generazioni e generazioni di donne e uomini all’interno di recinti? Siamo noi, tutti noi, a dare pane alla guerra. Eppure la bellezza è anche sotto le macerie.

“Gli Ingannati” è un film quanto mai attuale. Bisognerebbe che tutti lo vedessero. Parla, in modo semplice, diretto, anche poetico, di un viaggio che non continua, che un sole onnipresente ruba alla vita.

gli ingannati cisterna due

Tre palestinesi, diretti clandestinamente nel Kuwait, nascosti in una cisterna d’acqua, trasportata da un trafficante di uomini, anch’esso palestinese, attraversano il deserto. Per morire alle porte della città rosi dal caldo.

Gli-ingannati mano

Conosco purtroppo la morte per caldo. Ti porta via il fiato e ti irrigidisce, come forma intrappolata in un invisibile blocco di ghiaccio.

Tewfik Saleh non commenta, non giudica, mostra l’ambiguità e non il bianco e nero dei sentimenti. Non c’è un “cattivo” o un “buono”, ma uomini che cercano di resistere all’orrore, ognuno a suo modo. E tutte le età sono presenti: l’adolescenza, la gioventù, l’età adulta, l’anziano.

ragazzo

La guerra che Israele ha inoltrato sulle terre dove un tempo comunità di palestinesi vivevano, fa da contesto al film.

Il film è attraversato da un magnifico bianco opprimente. Noi, che guardiamo, e attendiamo con i profughi nella cisterna, il passaggio del confine, rimaniamo sospesi e irrequieti. Non vediamo l’ora di arrivare, per farcela, anche noi, a superare quel confine.

Non solo, quindi, 1972 ma anche 2016.

Come non fare un parallelismo con i profughi di oggi? Che continuano ad attraversare il deserto e questo nostro caro mare, nostro di tutti, dell’umanità, pieno di corpi alla deriva?

Un film, un opera di teatro, una poesia, un quadro, possono talvolta aiutare a comprendere più di trattati e saggi. Offrono un punto di vista che difficilmente apparirà dai telegiornali e dalle parole dei politici. Parlano ai luoghi del cuore più remoti.

Come per i libri di storia israeliani, che contengono solo una parte di storia, e andrebbero riscritti inglobando anche la prospettiva dell’altro, anche la nostra storia, quella della cosiddetta Europa, andrebbe riscritta, avendo più cura per ciò che è la memoria di un passato storico coloniale da riconoscere e studiare. Perché la memoria è importante ed essenziale per comprendere ciò che stiamo vivendo. Perché è necessario, già nelle scuole, riconoscere che la storia sta al margine, nel non detto, anche in ciò che si tace.

Per chi volesse seguire la rassegna sul cinema palestinese, ogni giovedì si rinnova l’appuntamento presso la sede del Comitato “Tadamon Filastin”, a Bari, Strada Privata Borrelli n.32, ore 19 (per chi vive a Bari, vicino a “Storie del Vecchio Sud”). Per il prossimo appuntamento: https://www.facebook.com/events/921341311320312/.

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