Il Cipresso

“When the spring stirs my blood
with the instinct to travel
I can get enough gravel
on the Old Marlborough Road”
da “The Old Marlborough Road” di H. D. Thoreau” in “Camminare”

Note iniziali

Dopo il vento e una giornata di nuvole pacifiche ecco che si affaccia il sole. Instabile ma forte. La sua prorompente energia non riesce a cancellare un indefinibile senso di abbandono, di perdita…di smarrimento.

Mi raccolgo ai piedi di un albero che nasconde meticolosamente lo sviluppo del suo tronco e ritrovo il respiro nel fitto dei suoi rami.

Il cipresso è un albero sempreverde, un albero “cosmico” che in Estremo Oriente è legato all’immortalità. Il suo legno, con quello del pino, era usato per la costruzione dei templi shintoisti e per strumenti rituali. Non solo, l’aspetto fallico suggerisce il simbolo della fertilità che, per esempio proprio i Romani, attribuiscono al cipresso. L’amante, nelle novelle mediorientali è simboleggiato dal cipresso mentre la donna dalla rosa.

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Secondo il Corano il cipresso è invece simbolo dell’eternità e della bellezza femminile.

Ai Persiani, più pudichi, la forma del cipresso ha ricordato più che un fallo una fiamma.

Ovidio nelle Metamorfosi narra di Ciparisso, trasformato in cipresso per ricordare eternamente il lutto da lui portato per la morte del proprio cervo avvenuta per sua mano. Anche le figlie di Eteocle vengono trasformate in cipressi per ricordare la morte del padre e dello zio.

In Italia il cipresso, forse proprio per la longevità di quest’albero, per il suo testimoniare il passaggio del tempo, è legato ai cimiteri ma si usa anche piantarlo lungo i viali che portano a case e casolari di campagna.

La pianta*

Il nome deriva dal greco “kyparissos” da cui ebbe origine il nome dell’isola di Cipro, anche se l’etimologia rimane incerta.

Principi attivi: olio essenziale, terpineolo, tannini catechici.
Proprietà: astringenti, vasocostrittrici, toniche della vescica, balsamiche, tossifughe

Della pianta si utilizzano le foglie e i rami giovani ricchi di olio essenziale con proprietà balsamiche ed espettoranti. Mentre i frutti (galbuli o coccole), ricchi in tannini, hanno proprietà astringenti, vasocostrittrici, antiinfiammatorie e vengono utilizzati nel trattamento di varici ed emorroidi e per tonificare la muscolatura della vescica.

Le coccole si raccolgono in gennaio-marzo del secondo anno, non ancora del tutto indurite. I rametti in marzo aprile.

L’olio essenziale di cipresso è utilizzato per contrastare la cellulite essendo astringente e vasocostrittore, inoltre aiuta a calmare la tosse spasmodica. Si utilizza quindi sia per uso esterno che per uso interno.

“Il cipresso è a pezzi”* di Mahmud Darwish

Il cipresso è il dolore dell’albero non
l’albero, e non ha ombra perché esso è
l’ombra dell’albero.

Bassam Hajjar

Il cipresso è a pezzi come un minareto in frantumi, e dorme
sulla strada lungo la sua ombra acetica, scura, verde
come sempre essa è stata. Nessuno si è fatto male. Le macchine
sfrecciano oltre i suoi rami. La polvere filtra
nei parabrezza…il cipresso è a pezzi, ma il colombo
non ha cambiato il suo nido per una casa vicina.
E due uccelli migratori sorvolano su di esso
e si scambiano alcuni simboli.
E una donna dice alla vicina: hei, hai sentito venire una tempesta?
No, e neanche un bulldozer. Essa risponde.
E il cipresso è a pezzi.
E coloro che passano vicino a ciò che vi rimane dicono:
forse era annoiato di essere trascurato, oppure
è diventato vecchio coi giorni, lungo come una giraffa,
senza senso come una scopa, e non dava ombra agli amanti.
E un ragazzo dice: lo dipingevo perfettamente,
la sua immagine era facile da disegnare.
E una ragazza dice: il cielo oggi
è incompleto perché il cipresso è a pezzi.
E un giovane uomo dice: ma il cielo oggi è completo
perché il cipresso è a pezzi. Ed io dico
a me stesso: nessun mistero o chiarezza,
il cipresso è a pezzi, e questo è tutto:
il cipresso è a pezzi!

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Falso finale

Raccoglierò i galbuli del cipresso e, quando sarà tempo, i rametti giovani e le piccole foglie fresche. Il cipresso come ogni albero risiede tra la terra e il cielo, dimora degli uccelli, delle formiche, di molti animali che cercano riparo.
Raccoglierò i galbuli del cipresso ma pochi, con rispetto. Imparerò a riconoscerne l’odore, il portamento. E se lo incontrerò benedirò le sue radici, sacre come sacra è la vita, sia essa plasmata nella carne sia essa di radici e linfa.

*I riferimenti citati nelle “Note iniziali” sono tratti in maggior parte da “Il Florario” di Alfredo Cattabiani mentre caratteristiche e proprietà del cipresso sono tratte da “Le erbe”, Fabbri Editori.
La versione inglese de “Il cipresso è a pezzi” di Mahmud Darwish è tratta dal seguente sito: http://www.bigbridge.org/DARWISH.HTM.

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