HALA MOHAMMAD_Rondini

Quarta poetessa per la serie “Poeti di protesta”, questa volta proveniente dalla Siria: Hala Mohammad. Il video è stato girato nel 2011-2012 mentre l’articolo su Al Jazeera alla sezione “Artscape” è del 23 marzo 2014. (http://www.aljazeera.com/programmes/artscape/2012/08/201282711412941304.html)

hala

Note editoriali:
Hala Mohammad, poetessa riconosciuta e ascoltata, spiega come la poesia possa giocare un ruolo fondamentale nel risveglio politico del Medio Oriente, specialmente in una prospettiva di liberazione verso il presidente siriano, Bashar al-Assad. Il suo lavoro affronta i temi della memoria, della paura, dell’alienazione e della solitudine. Tutte questioni che pervadono i pensieri di una donna in esilio per ragioni mediche.

Hala Mohammed vive a Parigi, città romantica, ma la sua permanenza è marcata dalla claustrofobia e dalla disperazione perché è da lontano che vede la crisi del suo paese. Nonostante le sue speranze politiche siano cadute pian piano, la poetessa crede ancora nel potere della poesia nell’ispirare il cambiamento.

Punto di vista della regista Yasmin Fedda:
Sono stata in Siria più e più volte e quando la rivolta iniziò crebbe in me la speranza di un cambiamento reale per il paese. Purtroppo il tempo è passato e molte persone sono state uccise e la lotta è diventata sempre più dolorosa. Allo stesso tempo mi sono interessata a chi protestava tramite l’arte e il proprio coraggio in Siria. Volevo saperne di più su come i poeti rispondevano al conflitto e alla rivolta.

Quando mi sono avvicinata alle poesie di Hala Mohammed ero stupita dalla chiarezza e dalle strutture raffinate dei testi, dall’uso di un linguaggio quotidiano che riesce ad evocare sentimenti e pensieri sul proprio paese di origine vissuto in esilio.
Volevo anche usare il film per sottolineare il lavoro degli artisti, dei poeti e di chi protesta in Siria: persone che hanno cercato vie creative per esprimersi e resistere nonostante il crescere della violenza e dell’oppressione.

Dal video:
Come un giorno ci diceva una nostra cara collega di teatro, Fatima Sai, la poesia in Medio Oriente, è qualcosa di tangibile e di popolare. Popolare nel senso doppio del termine, che fa parte e nasce nella quotidianità –sia essa di carattere letterario o orale- e popolare nel senso che la poesia riscuote un successo e un ascolto di massa, a volte “spettacolare”. Come il caso degli stadi riempiti da Mahmoud Darwish.
La prima poesia di Hala Mohammed che compare nel video si chiama “La Farfalla disse”, una poesia scritta quando fu costruito il primo campo profughi siriano in Turchia, il primo visto da Hala. Un dialogo immaginato tra una farfalla turca e una ragazza siriana.

La Farfalla disse

La farfalla disse “chi sei tu?”
La profuga rispose “Sono io”

“Quella farfalla sono io” dice Hala Mohammed nell’intervista, “e provo la stessa solitudine di quella ragazza adesso che giriamo questo video”.
Hala dice di se stessa di essere una poetessa “pigra” perché il rifiuto delle tradizioni ha significato per lei, il rifiuto delle routine nello scrivere poesia. Ci sono poesie scritte e lasciate al vento subito dopo e poesie che hanno inseguito la poetessa per 10 anni e altre ancora, che scritte non sono state più toccate.
E’ probabilmente il desiderio di Hala di incontrare gli altri che l’ha portata a scrivere poesie.

A Damasco

A Damasco, oltre i miei fratelli e sorelle
lontana da loro
prima di trovare altri fratelli e sorelle
in mezzo al genere umano
oltre i fili del bucato
senza panni e vestiti
senza il canto degli uccelli
oltre la forza di mia madre venuta a mancare
finché non sono divenuta madre!

A Damasco quando le persone crescono
diventano più belle
è questa un’altra delle invenzioni della resistenza.

Hala Mohammed ha lasciato la Siria perché aveva un cancro al seno ed è stata curata in Francia dove è rimasta.

Questa paura

Non posso toccare questa finestra
che apre all’alienazione,
è come un muro
non vedo niente attraverso di essa.

Non posso toccare questa finestra
che apre all’alienazione.

Il padre di Hala era il preside di una scuola e la sua era una famiglia numerosa e unita. “Il mio sogno” dice Hala “è che la Siria diventi un paese democratico” e mentre vede le immagini in televisione delle truppe di Assad che colpiscono i civili a Homs, Hala commenta “Perché la gente è uccisa solo perché sta chiedendo libertà?”. Il poema del popolo siriano è “libertà”.

“All’inizio” racconta Hala “i bambini di Deraa cantavano slogan contro il regime. Sono stati arrestati e uccisi”. Le immagini dei bambini che cantano sono nelle riprese del 2011.

I quaderni

I quaderni cadono dai petti nudi

lezioni di lettura e composizione
pane fresco per i panini
cubetti de “La Mucca che ride”*
matite che a casa le famiglie
lavorano assieme fino ad appuntirle
ed impacchettarle nello zaino
con munizioni di piombo
che appassiscono

L’assassino illetterato
istruisce il suo amato figlio
su come colorare di rosso
nel suo quaderno
la strada.

L’ispirazione poetica di Hala Mohammed viene dalla Siria. Nel video ci sono molte immagini che mostrano le proteste del 2011 e che riprendono soprattutto gli slogan e le poesie cantate nelle manifestazioni da uomini, da donne e bambini. “La gente siriana non sarà umiliata” dice uno di questi slogan.

Non c’è tempo per i germogli del basilico

Non c’è tempo per i germogli del basilico
come se le tombe fossero passanti
questa morte non è una morte
i corpi sono caldi
ridono fieri, liberi
come fossero vivi
come se non potessero morire.

Il despota cade morto
tomba dopo tomba
si riempie di ogni tomba
così che nulla rimane per lui.

“Il linguaggio poetico è come il blu del mare o come il silenzio della terra. Non c’è bisogno di difendere la giustizia con un poema, anche un poema d’amore può farlo. Puoi aiutare a far sentire la bellezza. Questo è il ruolo del poeta. Non essere un rivoluzionario, non essere poeta. Forse la poesia in se stessa contiene giustizia…”dice Hala Mohammad e riprende: “Adesso le armi sono più forti di noi. Forse più veloci ma credo che la poesia resisterà”

La rondine

Oh rondine
non appena ti allontani
la nostra primavera rallenta,
nella stufa esausta
non appena entra la legna per il fuoco
tu dimentichi la tua eco.

Oh rondine,
rallenta.
Con la piuma nella finestra, rondine,
noi adornammo
le immagini dei martiri
e la morte volò via da esse.

Rallenta, rondine
il nido appartiene a chiunque lo costruisce

Note personali:
Il video fa riferimento a più di tre anni fa. La situazione siriana è drasticamente mutata e, potremmo dire, decisamente precipitata. Come Hala Mohammad scrive in un articolo (https://en.qantara.de/content/the-syrian-poet-hala-mohammad-they-are-stealing-the-soul-from-our-revolution) la Siria sta tra il delirio di un fondamentalismo che è stato lasciato crescere, le politiche di Assad interne ed esterne, la resistenza di ribelli di varie fazioni e la resistenza curda (ma questa è ovviamente una grande semplificazione). E’ una polveriera in un sono entrati molteplici interessi e dove la frammentazione delle forze in campo non aiuta una soluzione pacifica della guerra.

Ho conosciuto molte ragazze e ragazzi siriani grazie al mio precedente lavoro nella compagnia teatrale “Astragali” e mi chiedo spesso dove sono, se sono vivi. Con loro lavorammo, molto tempo fa, ad uno spettacolo che cercava di interrogare proprio la guerra, il conflitto, partendo dalle esperienze di ognuno dei partecipanti e da alcuni testi (“I Persiani” di Eschilo, “Quattro ore a Chatila” di Gean Jenet) . Testi-pretesti per porci e porre alcune domande e questioni.
Ho perso i contatti con ognuno di loro. Quello che posso fare è continuare a cercare e pormi e porre domande. La poesia e il tentativo, forse ,maldestro, di una traduzione poetica, è una delle forme di resistenza alla e nella vita che ancora sento urgente e necessaria.

Ribadisco che chi sente di correggere alcune cose nelle traduzioni è libero di farlo e di scrivermi.

Questa la pagina facebook di hala Mohammad: https://www.facebook.com/هالا-محمد-hala-mohammad-631273343552261/?fref=ts

*“La Mucca che ride” è una marca francese di formaggio

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