Colatoi_movimento XVI

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particolare tratto da “Partigrafie_studio di corpi” con I. Marzulli e Ludovica Giovedì

 

XVI

le mie bianche ossa
hanno voce di maree
rispondono alla luna
in una lenta litania notturna

la morte si dischiude
come frutto maturo
ai piedi degli alberi

nero coniglio
agonia nei giardini condominiali
sento quasi il respiro
le tue lunghe orecchie gemono

come l’occhio dei cavalli
confitto nel cuore, pulsa
i tuoi occhi che hanno il nero
delle notti di dicembre

sono aperti nei miei occhi

sento in vita di odori appresi
nei piccoli scavi alla terra
il fremere di radici
lo sbocciare dei fiori

il tuo muso verso la voce dei neri lunari

la tua immagine dimora e radica
ha la voce dei nitriti
delle corse libere dei cavalli
i loro possenti muscoli

i tuoi occhi neri
sono lampi di solitari cannoni nei boschi
per allontanare i cinghiali
dalle case, dai granai

nero coniglio
agonia nei giardini condominiali
ogni cosa tace
ascolta, respira

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2 pensieri su “Colatoi_movimento XVI

  1. la vita quotidiana e quella letteraria si intrecciano, alla fin fine mi ritrovo d’accordo con la non esistenza della pagina bianca, c’è un gran groviglio davanti agli occhi e noi districhiamo pian piano la tela creando piccoli percorsi, che possono piacere o no, ma corrispondono a ciò che siamo in relazione al dentro e al fuori..

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