Al Khadra_La poetessa del deserto

Non c’è sacrificio più grande che dare l’anima umana
Al Khadra

Per “Poeti di Protesta” (http://www.aljazeera.com/programmes/poetsofprotest) riporto alcune note sulla poetessa sahrawi, Al Khadra. Le note sono tratte dal video “Al Khadra_la poetessa del deserto” girato da Noè Mendelle, con Luis Correria e l’aiuto di un traduttore sahrawi: https://www.youtube.com/watch?v=gzGD5xv0rKU.

Nel 2012 Al Khadra viveva nel campo profughi al-Auin, nel deserto algerino. Le parole di Al Khadra, racchiudono tre decadi di esperienza di conflitto nel deserto del Sahara.

Alcune note iniziali: il Sahara Occidentale è una delle tante zone calde del pianeta. Calde in senso politico e sociale. Ex colonia spagnola, successivamente invasa da Marocco e Mauritania, il popolo sahrawi presente nel Sahara Occidentale non ha mai raggiunto l’autodeterminazione in uno stato indipendente. Il fronte di liberazione del popolo sahrawi fu guidato inizialmente da Muhammad Bassiri, desaparecido nelle prigioni spagnole. Nel 1973 nacque il Fronte Polisario di lotta armata, guidato da El-Ouali. Nel 1976 il Fronte Polisario installa la sede del governo in esilio della Repubblica Democratica Araba dei Sahraui nei campi profughi di Tindouf in Algeria. Ad oggi vi è una forza di pace delle Nazioni Unite, MINURSO, che dovrebbe gestire un referendum per l’autodeterminazione, non ancora mai indetto e osteggiato dal Marocco.

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TOPSHOTS An ariel photo shows the wall separating Morocco and Mauritania in the Saharan occidental on January 4, 2002, during the Tan Tan (Morocco)-Zouerat (Mauritania) stage of the Arras Dakar Rally. AFP PHOTO / PATRICK HERTZOG

Il Marocco dal 1982 fino al 1987, in lotta contro il Fronte Polisario, ha attuato una guerra di colonizzazione dei territori del Sahara Occidentale, attraverso una costruzione di un muro, Berm, che ricorda il muro israeliano nei Territori Occupati Palestinesi. Si tratta di un muro lungo complessivamente 2700 km circa incluso mine, filo spinato e militari. Al Berm bisogna aggiungere la costruzione del muro marocchino al confine con l’Algeria.

Il popolo Sahrawi, al quale appartiene Al Khadra, nasce come popolo nomade, prima di vedere la terra dov’è nato costretta da chilometri e chilometri di muri. La poesia di Al Khadra è poesia orale. Alcuni dei suoi testi, che hanno contribuito e ancora contribuiscono alla resistenza del popolo sahrawi, sono stati musicati dalla cantante Aziza Brahim, nipote della poetessa.

Il video “Al Khadra_La poetessa del deserto”, facilmente seguibile anche in inglese, sceglie di far parlare direttamente la voce di Al Khadra, la cui poesia è sicuramente una poesia di lotta e resistenza che vede nell’insegnamento della poesia e della scrittura una risorsa per le generazioni future. Una forma concreta di essere in vita nella difficoltà e nella violenza.

Nel video Al Khadra parla delle donne che hanno scelto di andare nei campi aperti dal Fronte Polisario per appoggiare la rivoluzione. Gli uomini sono in guerra così il campo è organizzato dalle donne. E poi la poesia, nata con lei bambina, in una società dove la poesia è tra la gente, nelle strade, nei percorsi segnati dalla sabbia del deserto.
“Quando ho bisogno di comporre una poesia, devo stare da sola e allora mi stendo in silenzio su di un altura e compongo. Non sapendo scrivere detto i miei versi a qualcuno. Ho iniziato a comporre poesia da piccola. La gente si riuniva e recitava. Nessuno mi ha detto come essere poeta. La poesia è un sollievo per l’anima”. Così spiega, con la sua bella voce, Al Khadra durante le riprese.

Al-Khadra

Alcuni versi tratti dal video:

I

“Ho camminato in un carro armato
sotto l’ombra di un albero,
i rivoluzionari hanno sorriso,
i marocchini hanno avuto paura.
Il carro armato ha portato un esercito alla mia gente
che conosce il significato della lotta,
la liberazione, difendendo e attaccando.
Un coraggioso esercito
che sa come maneggiare le armi
nella propria terra occupata.
Umiliata la mia gente combatte il proprio nemico
senza pietà,
per ridurre le sue armi
e disfarle in polvere”

II

“La mia lezione per te,
figlio e figlia,
è che tu alzi la testa.
Ciò che tu pensi è importante.
Mi ascolti?
Tu sei la nostra difesa,
la nostra lingua,
sei i nostri occhi!
Tu sei le spalle di questo paese,
dentro e fuori il mondo.
Mi ascolti?
Non trascurare i tuoi pensieri
il tuo paese
la tua nazione.
Mi capisci, ragazza mia?
Alza alta la tua testa
e non aver paura
non essere avida.”

 

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