IL CARRUBO

carrubo dalle grandi braccia
sulla tua corteccia dimorano le formiche
chino sul tuo tronco il viso

a poco a poco il cuore matura
diviene più dolce e coriaceo

tu fremi al tocco di queste dita

Generiche

-Concepisco le mie mani come radici. Toccare la terra, toccarne il terreno umido, il secco che si screpola e ancora camminare a piedi nudi su questa crosta martoriata, riscoprendone la bellezza, il suono, il cuore. Perché tornare al piccolo è la possibilità che dono alla mia vita per riscoprirne la bellezza, il senso.
Persi i sensi di questo vivere inquieto e frastagliato, risucchiato dal potere/poteri, dalla morte armata, dalla rabbia esplosa, torno alla terra.-

Il carrubo (Ceratonia siliqua L.) è un albero che ancora resiste nelle campagne adelfiesi non curate e pullulanti di immondizie. Di certo campagne che non espongono la loro bellezza come quelle di Putignano, Conversano o Alberobello. Eppure il carrubo si erge alto in angoli che hanno attraversato la mia giovinezza e quella di altri miei, più o meno, contemporanei, anche nei luoghi ameni di Adelfia.

Il Carrubo, in inglese Carob Tree, come scritto nel libro “Le erbe_medicinali aromatiche cosmetiche” edito da Fabbri editori del 1976, è “una pianta modesta che ha delle proprietà molto pregevoli”. In Italia è coltivato soprattutto in Sicilia mentre altre aree di coltivazione sono in Portogallo, Spagna, Palestina, Libano e coste settentrionali dell’Africa.

Principi attivi: sostanze pectiche (semi), amilacee (frutti) e tannini che (corteccia e foglie). E’ conosciuto per essere l’alimento dei cavalli, in realtà è utilissimo anche per gli uomini: la farina di semi è un ottimo addensante, l’infuso dei frutti un emolliente per la gola, il decotto non filtrato della farina dei frutti è astringente e antidiarroico (come corteccia e foglie). Inoltre la farina dei frutti assorbe le tossine delle infezioni intestinali e funge da antisettico riequilibrando la flora intestinale.

carrubo

Esperienze

Quest’anno sono finalmente riuscita a raccogliere i frutti non solo per cogliere i semi e farne delle maracas rudimentali ma anche per fare una ottima farina di carrube con la polpa seccata dei frutti.
Dopo aver raccolto i frutti, possibilmente quelli non ancora caduti e integri (periodo: settembre-ottobre), li ho aperti a metà, tolti i semi molto duri, e infornati in un normale forno (non avendo essiccatore) a temperatura non troppo alta fino a far seccare il frutto. Se la polpa del frutto non è abbastanza secca è un problema macinarla, perciò fate attenzione. Per macinare il frutto ormai secco ho richiesto l’aiuto di un bimbi non in mio possesso. Bene, la farina è poi finalmente riuscita.

carrube 011

Con la farina di carrube si possono fare molte cose: per preparare la pasta, per i dolci e per infusioni. Per i dolci e per la pasta è preferibile mischiare la farina di carrube con altri tipi di farine, essendo essa più spessa e granulare.

Mentre ho conservato una parte di farina per infusi e decotti, in un barattolo di vetro a chiusura ermetica lontano dal sole, una parte l’ho affidata alle sapienti cure di mia madre che ne ha fatto biscotti buonissimi come indicati nella foto:

carrub 004

Per i decotti: 5 gr. in 100 ml di acqua (non filtrare). A tazzine o a tazze, a seconda dell’età, due tre volte al giorno. Per attenuare le irritazioni della gola e dell’intestino, fermare le diarree, regolare le funzioni del tubo digerente (Le erbe_medicinali aromatiche cosmetiche” edito da Fabbri editori).
Si possono conservare anche i frutti, rompendoli a pezzi, in recipienti di vetro ben chiusi.

Altri dettagli

“-Idonea per l’alimentazione dei diabetici e celiaci, per la presenza di zuccheri riduttori che non alterano il tasso glicemico e per la scarsissima presenza di glutine.
-Nessuna tossicità; assenza di acido ossalico (presente in quasi tutti gli alimenti) che inibiscea livello intestinale l’assimilazione dei Sali minerali.
-Un validissimo antiacidità e per i gonfiori di stomaco, anti-gastritico.
-Previene e cura l’aumento di colesterolo.
-Coadiuvante nel controllo diabete mellito.
-Indicata per l’obesità, in quanto l’alta presenza di fibre (4 %) contribuisce al miglioramento della peristalsi intestinale e alla inibizione dell’assorbimento di grassi e sembra che acceleri il metabolismo.
-Contiene polifenoli (acido gallico in particolare, 2,57 ml per grammo) e (antocianidine) sostanze antiossidanti che, secondo recenti studi, contrastano malattie vascolarie degenerative e inibiscono la proliferazione tumorale cellulare” (dal sito http://ambientebio.it/usi-e-proprieta-della-farina-di-carruba/)

Per quanto riguarda il potere espettorante della carruba una signora, il giorno stesso in cui avevo preparato la farina, mi chiese se conoscevo lo sciroppo di carruba. In questo modo. andando alla ricerca di questo ulteriore aspetto, ho scoperto che lo sciroppo di carrube è ottimo per la gola e come espettorante.

Un po’ di storia e curiosità

Il termine carrubo deriva dall’arabo kharrub derivato dalla parola qïrat, da cui il nostro carato. Il seme di carrubo era difatti l’unità di misura dell’oro; si riteneva che i semi della pianta avessero tutti lo stesso peso. In greco invece si chiamava keration (da kèras, corno): la siliqua potrebbe effettivamente ricordare un corno.

Alcune note tratte dal “Florario” di Alfredo Cattabiani: il carrubo, in Siria e in Asia Minore era posto sotto la protezione di San Giorgio mentre in Sicilia il carrubo è considerato un albero infame perché visi sarebbe impiccato Giuda. In Germania il carrubo è chiamato Johannisbrot ossia pane di San Giovanni: le locuste di cui si cibava il santo nel deserto, probabilmente, non erano locuste ma carrube.

Note conclusive

Il viaggio attorno agli alberi e alle piante porta a considerare un dato importante. La terra non è di nessuno. Il carrubo ha tante madri e tanti padri, arabi, italiani, greci, nord africani, siriani, libanesi, palestinesi. Bisognerebbe cominciare a capire il valore della condivisione rispetto a quello della proprietà e della difesa dei confini e delle religioni. Da qualsiasi prospettiva. Non potrà certo questa considerazione fermare la rabbia e il ciclo delle violenze aperto dai tanti uomini in guerra oggi, in ogni punto del globo. Ma continuo a pensare che la dedizione al piccolo può portare una comprensione più ampia e condivisa dell’esistenza di questo misero essere, che ha reso la terra un luogo inospitale e che forse, potrebbe ancora invertire il “riflusso” (cito mio padre) in cui ci ritroviamo in questa nostra epoca, per solcare un “flusso” benefico e ancora vivibile.

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2 pensieri su “IL CARRUBO

  1. non so se “permesso” sia la parola adatta Gianni. si tratta di cambiare il proprio punto di vista, di spostarlo un attimino..virarlo, ma so bene che non è facile, anche perchè la società che abbiamo costruito è questa ma nuove vie o possibilità possono esserci se si desiderano

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