POETI DI PROTESTA_ AHMED FOAUD NEGM

Poeti di Protesta” è il nome di una serie di video dedicati a scrittori provenienti da Egitto, Siria, Palestina, Libano, Iraq e Sahara (http://www.aljazeera.com/programmes/poetsofprotest/2012/08/20128279254886950.html). Ognuno di questi scrittori, seguendo il proprio stile e le proprie necessità poetiche, ha impegnato la parola in una lotta per l’esistenza, partendo da una esperienza precisa di guerra e conflitto. Molti di questi poeti sono tutt’ora in esilio o non vivono nei paesi nei quali sono nati.

Il primo poeta, Ahmed Foaud Negm, è proposto nel seguente video visionabile su youtube:
https://www.youtube.com/watch?v=FcqKMtyUooc.

da ‘Enciclopedia Treccani’(http://www.treccani.it/enciclopedia/ahmed-fouad-negm/):
Negm, Ahmed Fouad. – Poeta egiziano (Sharqia 1929 – Il Cairo 2013). Attivista politico, voce dissidente tra le più autorevoli durante la guerra dei Sei giorni del 1967, incarcerato numerose volte per la sua instancabile attività di oppositore del regime, nel 2011 è stato tra gli ispiratori del movimento della primavera araba contro la dittatura di H. Mubarak, cui ha partecipato attivamente durante i fatti di piazza Tahrir. Dichiarato nel 2007 “ambasciatore dei popoli” dalle Nazioni Unite e vincitore nel 2013 del prestigioso Prince Claus Award, delle sue raccolte poetiche – scritte in egiziano vernacolare perché fossero comprensibili al popolo, dei cui diritti N. è stato interprete e instancabile cantore – è stata tradotta in inglese l’opera in cui ha ricostruito le sue esperienze di militante e di prigioniero politico, Images from life and prison (1959).”

L’uomo, il poeta

Negm

Ahmed Foaud Negm dopo esser cresciuto in orfanotrofio, viene messo in prigione per aver falsificato dei documenti. E’ proprio in prigione che inizia a scrivere poesia, utilizzando lo slang delle strade per denunciare le dure condizioni di vita dei lavoratori in Egitto.
Le sue poesie iniziano a circolare e, successivamente, viene condannato ad un undici anni di prigione per aver ironizzato, nei suoi testi, sui discorsi televisivi del presidente Anwar Sadat.

Trent’anni dopo Ahmed Foaud Negm è ancora nelle piazze con la sua poesia e con la gente di piazza Tahir, che lotta contro Hosni Mubarak e il Consiglio Supremo delle Forze Armate. In piazza si sentiva cantare una delle poesie di Negm, “Gli uomini coraggiosi sono coraggiosi”:

gli uomini coraggiosi sono coraggiosi
i codardi sono codardi
vieni con i coraggiosi
assieme verso la piazza

May Abdalla, regista del video che viene presentato da Aljazeera, ha incontrato Negm in Egitto, al Cairo. Negm era con altri poeti di diversa generazione e discuteva con loro, tra pile di libri, delle nuove leggi religiose emanate dopo il 2011. Le discussioni poetiche avvenivano attraverso uno stile shakepeariano e il verso classico arabo. Questa rinnovata tensione religiosa ha colpito tutti coloro che avevano uno stile di vita non conforme alla religione. Negm, che non ha mai nascosto di far uso di hashish o di condurre una vita amorosa piuttosto turbolenta, è stato subito etichettato come fuori misura.

Nawara Negm, figlia del poeta e leader della rivoluzione di piazza Tahir, è stata picchiata per essere figlia “del poeta drogato”. Lo stesso Negm, proprio durante le riprese del video girato da Abdalla, è stato accusato di blasfemia, per aver utilizzato un termine scortese in diretta televisiva.

L’importanza della presenza di un poeta come Negm, nella rivoluzione di piazza Tahir è proprio quella di far evidenziare come ci si è trovati di fronte ad una rivoluzione non di soli giovani ma anche di persone, artisti e poeti di vecchia generazione.

Ahmed Foaud Negm ha lavorato in duo, per molti anni, con il famoso musicista di oud, Sheikh Imam, riprendendo una tradizione mai sopita nei paesi di cultura araba, di musicare poesia. Assieme hanno cantato e suonato molte opere di protesta, a favore degli oppressi e dei lavoratori, come il canto “Guevara mat”: https://www.youtube.com/watch?v=_HzlwhOIxvw.

 

Qui di seguito, due testi poetici di Negm, le cui versioni in inglese si possono trovare nel seguente sito: http://www.poemhunter.com/poem/what-s-wrong-with-our-president/.
Proibito di Ahmed Foaud Negm

Proibito viaggiare
proibito cantare
proibito parlare
proibito desiderare
proibito dissentire
proibito sorridere.

E ogni giorno col tuo amore
a cui è proibito crescere.
E ogni giorno ti amo
ancora più di prima.

Il mio amore, come una nave
desiderata e imprigionata,
un informatore per ogni angolo
un poliziotto in ogni porto.
Loro mi impediscono
di essere geloso di te,
di volare verso i tuoi abbracci
dormire sul tuo grembo.
Il tuo cuore come una primavera
mi rende piccolo
mi fa piangere come fossi appena nato.

Il mio amore, una città
vestita e triste,
in ogni strada una difficoltà
e in ogni decorazione dei palazzi si legge:
è proibito svegliarsi
con il tuo amore, o dormire con esso.
Proibito il dibattito
proibito il silenzio
e ogni giorno col tuo amore
che cresce perché interdetto
e ogni giorno ti amo
ancora più di prima.

Cosa c’è che non va col nostro Presidente? di Ahmed Foaud Negm

Non mi agito mai e sarò sempre responsabile
di ciò che dico:
il presidente è un uomo compassionevole,
sempre impegnato per il suo popolo.
Indaffarato, raccoglie i soldi della gente
per portarli in Svizzera, al riparo per tutti noi
in conti bancari segreti.
Povero ragazzo, che ti preoccupi per il nostro futuro.
Non riesci a vedere il suo cuore gentile?
In fede e in buona coscienza
ci affama; così perderai peso.
Oh, che gente! Che ha bisogno di una dieta!
Oh, che ignoranza! Tu parli di “disoccupazione”
e come la situazione sia diventata inappropriata.
Vogliono vederti riposare,
e da quando è diventato un dovere riposare?
E questo parlare di villaggi turistici…
Perché chiamarli prigioni politiche?
Perché devi essere così sospettoso?
Lui vuole solo che ti diverta un po’.
E per quanto riguarda “il Presidente”,
non c’è dubbio,
è tutta colpa nostra!
Potremmo noi comprargli una Poltrona Taflon*?
Davvero, tu maltratti il pover’uomo
ha sprecato lontano la sua vita, e per cosa?
Persino il tuo cibo, mangia per te!
Divorando tutto ciò che incontra.
Dopotutto, cosa c’è che non va col nostro presidente?

*traduzione incerta.

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