Domande_Julian Beck

Nel laboratorio Underground (https://www.facebook.com/pages/UNDERGROUND_lab/1392830957692963?fref=nf), attraversato in questi tre mesi, ci sono venute incontro le domande di Julian Beck. Che domande sono? Domande sul teatro, sulla vita, sullo sguardo, sulla politica-domande-

living
Julian Beck, Judith Malina, Mark Amitin, 1984

nessuno dovrebbe mai smettere di porsi e porre domande, su ciò che fa o su ciò che quotidianamente attraversa, la fine delle domande è un punto morto oltre il quale non si prosegue

dirsi “arrivati” è una stazione a cui l’essere umano giunge nel momento in cui non c’è più…eppure la voce, continua a fare e porre domande e come le silhouette di Ana Mendieta, il corpo segna con il premere del peso, il suo passaggio e ancora la traccia trasforma e si trasforma, in altro, che non sarò io e neanche tu, altro ancora

perché il teatro?
cos’è oggi il teatro?
come nutre la poesia?
quali sono i miei limiti e le mie ricchezze?
come preparo il pane che porto alla tavola comune?
quali sono i miei compagni?
di cosa hanno bisogno i miei compagni?

https://www.youtube.com/watch?v=BXKBuTyTY9g

Si può essere più o meno in linea con ciò che Julian Beck e Judith Malina, con i loro compagni di lavoro, hanno portato. Ad ogni modo alcune tracce continuano a muovere domande. Scrive Beck in “La vita del teatro”:
“Cosa ci insegna questo come attori. Che uno deve recitare tutto con tal convinzione che deve fare si che la forza della verità, la forza dell’amore e la forza della vita siano irresistibili per tutti gli altri attori con noi sulla scena, in maniera tale da trascinarli nel rituale magico di girare la ruota e riportare la terra al suo gioioso stato di cambiamento creativo”.

Di che verità parliamo? C’è una forza della menzogna? E’ possibile cogliere il rito nel teatro oggi? Si può godere della piccola gioia nel “cambiamento creativo”?

Scrive ancora: “Parlo sempre di nutrire tutti. Io che non ho mai dato da mangiare a nessuno. Solo pietre”. E ancora: “Sono diviso da te e tu da me fino alla morte, e niente unione. Perché dovrebbe essere altrimenti? Che vantaggio se non ci fosse un burrone tra noi? Ma conosci la tristezza del mio cuore che salta i battiti. Tutti separati. Sbagliato. Ognuno differente, ognuno individuo, ma tutti in relazione uno con l’altro, reciprocamente indipendenti. Senza di te non esisto”.

Posso “allargare” questo pensiero agli animali, alle piante, all’acqua, al cielo?

Beck parla di un teatro di emergenza. Capisco ciò a cui fa riferimento e comprendo questa parola. Io preferisco “teatro di resistenza”, come atto primo dell’essere vivi e come ricerca, ancora una volta, della bellezza.

https://www.youtube.com/watch?v=T3eGgHR6IcE

 

ALCUNE DOMANDE TRATTE DA “LA VITA DEL TEATRO” DI JULIAN BECK
domande. 1963.

finisco con domande perché non ho risposte

questa è la terza delle tre trasmissioni sulla vita del teatro effettuate alla stazione wbai* new york city [ed. l’unica stazione-radio di informazione alternativa esistente a New York, reità grazie al sostegno degli ascoltatori]

qual è la differenza fra domande e risposte?

le domande di amleto sono la sua gloria o Li sua tragedia?

perché vai a teatro?

è importante andare a teatro?

è importante leggere?

la gente che va a teatro è differente dalla gente che non ci va?
cosa ti succede quando vai a teatro?

quando lasci il teatro sei cambiato cioè siccome vieni cambiato da ogni attimo di esperienza dopo tre ore sei naturalmente diverso ma intendo trasformato in maniera attiva?

vuoi essere cambiato attivamente?

sei soddisfatto?

è bene cambiare?

c’è qualcosa di sufficiente?

di cosa sto parlando?

vai a teatro per avere delle risposte?

hai nessuna domanda ?

quanto è lunga una vita?

ti importa quel che sta succedendo?

ti importa quanto viviamo?

ti importa come viviamo?

perché sto facendo queste domande semplici che ognuno dovrebbe porsi continuamente è perché credo che tu non te le poni?

cosa ci sta succedendo?

cosa succede a teatro?

vai a teatro per scoprire qualcosa della vita?

è più facile osservare la vita in teatro o per strada?

hai provato gioia a teatro?

hai provato gioia per strada?

cosa ti piace?

provi impressioni sensuali a teatro?

vai a teatro per avere stimoli sessuali?

ti piace strofinarti alla persona accanto?

vai a teatro per degli esercizi intellettuali?

vai a teatro per sapere se hanno scoperto cosa sta succedendo?

vai a teatro perché forse possono dirti la verità?

è verità ogni cosa che esiste?

sono verità i giornali?

gli autori teatrali registrano la verità meglio dei giornalisti?

i giornali mentono gli autori mentono gli attori mentono?

mentono deliberatamente gli autori gli editori gli attori?

vai a teatro per vedere quanto abilmente un attore si possa mascherare in qualcun altro?

pensi che gli attori debbano provare a impersonificare l’esistenza perfetta?
cos’è l’esistenza perfetta?

può un attore mostrarti l’esistenza perfetta?

può un attore mostrare l’esistenza perfetta solo quando recita faust?

cos’è l’intuito?

lo usi il tuo intuito?

è facile fare domande?

cosa disse aristotele a proposito della catarsi?

vai a teatro per purificarti?

ricordi di essere mai stato purificato a teatro?

vai a teatro con attesa e speranza?

il teatro è un sistema per imparare cose che non conosci?

a cosa serve imparare?

sei sicuro di ogni risposta?

tutte le cose sono uguali?

c’è qualcosa che abbia valore?

è giusto uccidere talvolta?

che differenza c’è fra un elefante e un fazzoletto?

uccidi qualcuno per difendere la tua proprietà?

metteresti qualcuno in prigione?

prendi in giro gli omosessuali?

pensi che i neri siano un tantino inferiori?

pensi che i bianchi stiano decadendo fisicamente e mentalmente?

dici bugie?

importa se dici bugie?

quante volte menti al giorno?

pensi di dover mentire per andare avanti nel mondo?

sei soddisfatto domando di nuovo?

ti soddisfa qualunque cosa?

hai rapporti sessuali soddisfacenti?

voglio dire ti piace quando li hai?

ne hai abbastanza?

sai come amare?

ami?

sei amato?

sai come odiare?

odi?

perché per quanto ami piacere preferisco un teatro disturbante a un teatro piacevole?

chi siamo da dove veniamo dove andiamo? gauguin.

chi sono i re con brillanti negli occhi che fanno smorfie fra le nostre ombre private? barker.

dobbiamo amarci o morire? auden.

qual è il dilemma? shakespeare. stein.

lo sai che ho raggiunto le mie budella e le ho sparpagliate per la scena in forma di domande?

lo sai che non so cos’altro fare?

lo sai che ho bisogno di te e sto morendo e morirò senza di te?

cos’è utile?

cos’è una buona domanda?

qual è il metodo per trovare risposte?

chi abbatterà i muri delle prigioni?

qual è la strada?

qual è la relazione fra attore e spettatore?

cos’è la dizione?

qual è la ricerca importante?

abbiamo tempo per fare tutte le domande?

quali vuoi fare?

vuoi farle ora?

cosa abbiamo bisogno?

come possiamo ottenerlo?

come possiamo metterci in contatto uno con l’altro?

come farlo avvenire?

come possiamo fare un teatro che faccia l’amore l’amore ora?

come possiamo fare un teatro che valga la vita dei suoi spettatori?

come possiamo fare teatro quando non abbiamo alcuna risposta ma solo vaghi accenni su come porre domande?

finisco con domande perché non ho risposte

ma quel che voglio sono risposte

11.
domande. 1968.

come nutrire tutti?

come arrestare tutte le guerre?

come aprire le porte di tutte le prigioni?

come disintegrare la violenza?

come obliterare il razzismo?

come liberarci del denaro (capitalismo)?

come distruggere la morte precoce?

come finirla col militarismo?

come porre fine ai sistemi autoritari?

come finirla con questa storia del sistema di classe?

come trovare le risposte a queste domande?

come farlo ora?

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