Alimono_Cronistoria di un’azione poetica X_riprese interno

Alimono! ahimé! alla fine di questo lungo lavoro che disvela il suo ulteriore cominciamento, rimane ancora questa parola dallo strano suono, che in greco assume il significato di: “ahimé!”

il Gramigna e i suoi sotterranei che conosco ormai bene ci aspetta per le riprese, mi rendo conto che nelle mie proiezioni spaziali il luogo dovrebbe ancora essere più scalcinato e ampio…ancora più terra e solo luce del proiettore…devo ringraziare molto i ragazzi che mi ospitano qui, a volte mi chiedo cosa pensino che giù si muovano questi strani esseri in cerca di immagini e gesti

le riprese interne che abbiamo realizzato sono state abbastanza difficili, accordare non solo noi stessi al lavoro che è ormai abbondantemente in corso, ma anche i mezzi tecnici a disposizione e le idee con la concretezza delle cose…non è semplice

abbiamo finalmente incontrato Gaetano che è venuto a dare una mano, un occhio esterno (-interno) alle cose già proposte

per ora ciò che stiamo costruendo ha preso una strada differente da quella pensata e progettata: stiamo costruendo un video che non rispecchia necessariamente la performance
abbiamo girato le immagini che ci saranno nella performance eventuale ma questa sarà effettivamente un’altra cosa, perché differente è il tempo e lo sguardo teatrale e differente è il montaggio teatrale

se ci sarà la possibilità di provare la performance in un luogo prettamente teatrale sarebbe bello trovare nuove soluzioni, ma per ora, facendo un passo alla volta, costruiamo il video da mandare eventualmente al festival

Gaetano, catapultato nel mezzo del progetto pensato e macinato e lavorato da mesi si è sentito abbastanza scombussolato credo. non sono brava a spiegare ciò che mi passa per la mente o ciò che sto tentando di fare e nella testa di chi ascolta, magari senza vedere o seguire passo passo da vicino il lavoro, si formano idee differenti da quelle che la mia mente partorisce…tutto nella norma…ci conosciamo da tanto, alcune cose di noi, reciprocamente, le comprendiamo

sappiamo le nostre insofferenze, i nostri slanci di entusiasmo, la nostra serietà

ma questo è il bello del lavoro assieme, anche con Gabriella e Marianna che portano le loro idee e la loro visione in merito al video e alle immagini

è un lavoro molto partecipato e ne sono contenta…ormai le parole di Chiara emergono dal mio incarnato e -dalla mia carne- quasi naturalmente, in mezzo a discorsi e parole altre, che nulla hanno a che fare con Alimono…si intromettono, scoppiettano come bolle dopo un tuffo nel mare
mare…

dopo le riprese finite verso le 00.30 siamo andati a prendere qualcosa da mangiare e abbiamo fatto un bel giro notturno per le campagne da Adelfia-Altamura…lì mi ha preso una smisurata voglia di ridere con Gabriella che tentava di spiegare la via del ritorno e Gaetano immerso nell’oscurità di una natura in scorrere-dai-finestrini

siamo tornati verso le 3.00 e mi rendo conto di come avessi bisogno di passare un po’ di tempo sola con Gaetano…ci conosciamo da dieci anni e quando penso che siamo ancora vicini nonostante il cambio di città, l’aver lasciato Astragali e le nostre differenti vicissitudini, penso che sono molto fortunata

poi, ancora una volta, mi dissolvo nella solitudine dove nessuna cosa può arrivare, né il teatro, né Alimono, né lo spettro di un amore o di un braccio che mi avvolge piano

“Cosa proibita, scusa la primavera.

Per anni camminai lungo primavere
più scure del mio sangue. Ora tornano sul Tamigi
sul Tevere i bambini trafitti dai lunghi gigli
le piccole madri nei loro covi d’acacia
l’ora eterna sulle eterne metropoli
che già si staccano, tremano come navi
pronte all’addio…

Cosa proibita
scura la primavera.

Io vado sotto le nubi, tra ciliegi
così leggeri che già sono quasi assenti.
Che cosa non è quasi assente tranne me,
da così poco morta, fiamma libera?

(E al centro del roveto avvampano i vivi
nel riso, nello splendore, come tu li ricordi
come tu ancora li implori).”

Cristina Campo

e con Cristina Campo ripesco anche una vecchia immagine di Jara e me che nulla ha a che fare con Alimono ma che in qualche modo mi dice qualcosa in questo primo maggio che mi attende al sole
jara iula

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