Landay_canti dall’Afghanistan

Chiamo. Tu sei una pietra.
Un giorno guarderai ed io me ne sarò andata.

malina Malina Suliman, graffito

Premessa

Intendo qui riportare alcuni stralci di un articolo molto interessante su dei componimenti poetici chiamati landay (http://www.poetryfoundation.org/media/landays.html). Gli stralci sono legati ad alcune mie note personali segnate. Attraverso traduzione e note cerco di dare spunti e di suscitare curiosità su di una comunità attraversata dalla guerra, e non solo, in cui la poesia popolare è una forma di resistenza e di espressione.
Mi scuso per eventuali imprecisioni e chiunque voglia dare una mano per migliorare la traduzione o aggiungere elementi, è la benvenuta/il benvenuto.

Introduzione

Il landay è un genere di componimento poetico che viene dalla tradizione popolare afgana.
La poesia ha un posto particolare nella cultura afgana, in particolar modo la poesia appartenente alle forme letterarie alte, legate alla cultura persiana o araba.
Il landay è una forma di poesia cantata, orale e popolare, per lo più anonima, creata soprattutto da persone illetterate e da donne pashtun sparse fra l’Afghanistan e il Pakistan. La tradizione vuole che i landay siano cantati a voce alta e accompagnati da un tamburo.

Questa forma di letteratura popolare, assieme ad altre forme di musica, fu bandita dal regime talebano dal 1996 al 2001, e in alcune zone ancora ne è vietata la pratica.

Ogni landay possiede 22 sillabe: nove nel primo verso, tredici nel secondo. Il distico finisce con il suono “ma” o “na”. Talvolta i due versi rimano assieme. In pashtun, i landay ritmano internamente fra parola e parola dando ai versi un ritmo simile ad una nenia che contraddice la durezza del contenuto, il quale non è riconoscibile solo per la bellezza e l’arguzia ma anche per l’abilità nell’articolare critiche o considerazioni sulla guerra, la separazione, la patria, il dolore o l’amore.

Attraverso questi versi le donne riescono a manifestare, anche se in segreto, il loro dissenso, la loro gioia, l’amore, le insofferenze.

I landay sono nati tra nomadi e contadini ma oggi la gente li condivide anche via internet, facebook, messaggi e radio. Ancora oggi, tra la popolazione afgana, una donna che canti pubblicamente un landay non è vista di buon occhio. Le donne che cantano sono considerate prostitute. Si canta allora in segreto o in cerchie ristrette.

malina 2 Malina Suliman, graffito

-Curiosa nota questa che mi rammenta un documentario visto recentemente, in cui Rosa Balistreri, importante cantautrice siciliana, ricordava come le era vietato cantare dal padre, proprio per lo stesso motivo, ossia che la donna che canta era guardata come una prostituta.

Il landay diviene un esercizio di interpretazione e critica delle vicissitudini umane, proprio nei luoghi dove più dura è la condizione femminile e dove esprimere il proprio parere liberamente significa esporre la propria vita al pericolo.-

L’articolo

Le note qui raccolte provengono da un lavoro svolto da Eliza Griswold e il fotografo Seamus Murphy, proprio attorno ai landay in Afghanistan, lavoro culminato nella pubblicazione del volume “I Am the Beggar of the World: Landays From Contemporary Afghanistan” (“Sono il mendicante del mondo: Landays dall’Afghanistan contemporaneo”). Il volume è dedicato alla memoria di Asma Safi, prima traduttrice afgana di Griswold e Murphy, purtroppo morta per complicazioni cardiache durante il lavoro.

“Fare l’amore con un uomo anziano/ è come scopare con raggrinzito granturco annerito dalla muffa”

“Quando le sorelle siedono assieme, sempre pregano per i propri fratelli/ Quando i fratelli siedono assieme, sempre vendono le proprie sorelle”

Questi sono alcuni esempi di landay raccolti, che con ironia dicono di una realtà amara della quale fa parte la donna.

Esempi di landay

Altro esempio di landay è il seguente:
“Farò un tatuaggio col sangue del mio amato/ ed ogni rosa nel verde giardino si vergognerà”.

Esso è attribuito ad una popolare poetessa, Malalai, combattente nel 1880, con il comandante Ayub Khan contro gli inglesi. In questa poesia si fa riferimento alla pratica del tatuaggio che veniva fatta alle bambine per scongiurare presenze nefaste.

Ma attraverso i versi cantati, le donne pashtun, ironizzavano anche gli uomini ritenuti deboli, sia in situazioni di reale conflitto sia all’interno di dinamiche amorose e sessuali. Il landay seguente mostra una situazione paradossale in cui la donna preferisce morire piuttosto che temere di dare un bacio all’uomo:
“Sfortunatamente tu non venisti la scorsa notte/ e il duro posto di legno del letto lo scambiai per un uomo//Abbracciami in una veste suicida/ ma non dire che non voglio baciarti”.

Qui un altro componimento a due voci:

Ragazza:
“Fa scivolare la tua mano nel mio reggiseno
e tocca una rossa e matura melagrana di Kandahar”
Ragazzo:
“Ho fatto scivolare la mia mano nel tuo reggiseno,
ma chi verserà le monete nella ciotola del guardiano?”

Si tratta di un vecchio componimento in cui di recente si è sostituita la parola manica con reggiseno. Il guardiano della poesia è colui che fa accedere alle abluzioni e quindi alla pratica di purificazione che dovrebbe seguire all’atto lascivo.

Landay erotici

“C’è un uomo qui coraggioso abbastanza per vedere
quanto le mie cosce intoccate bruciano sotto i pantaloni?

Per l’amor di Dio, ti darò un bacio
Smettila di scuotere la mia brocca e bagnarmi il vestito!

Ti bacerò nel giardino dei melograni. Ah!
La gente crederà che una capra sia rimasta bloccata nel bosco.

Vieni, accostiamo coscia contro coscia
Se salirai in alto, non piangerò.

Oh! Non stringermi così forte:
I miei seni bruciano dalla scorsa notte che divenni donna

Luna luminosa, per l’amor di Dio
non accecare due amanti con tanta nuda luce.

I tuoi occhi non sono occhi. Sono api.
Non trovo cura per la loro puntura.”

-I landay sopra riportati sono molto importanti. Esplicitare il proprio desiderio erotico e la propria sessualità attraverso le forme poetiche è stato sempre un atto cruciale per esprimere la propria esistenza all’interno di una comunità non pronta ad accettare la differenza. In questo caso la differenza femminile. Un esempio possono essere le poesie erotiche di Ana Rossetti o di
Forugh Farrokhzad.-

malina 3 Malina Suliman, graffito

I landay e la contemporaneità

Nei landay contemporanei hanno fatto la loro comparsa anche i nuovi mezzi di comunicazione, attraverso i quali ragazze e ragazzi instaurano relazioni e discorsi. Qui vediamo come un modello antico di landay, che richiama il fiume come luogo mitico di incontro tra gli amanti, venga a contatto con un luogo moderno di incontro come internet:

“Sorella, in America il fiume non è bagnato.
Le giovani donne imparano a riempire le loro brocche su internet.”

“Quanto può essere semplice l’amore?
Mettiamocela tutta. Provami”

Il landay seguente fa parte di una corrispondenza amorosa tra una giovane ragazza e suo cugino:

“Avrei potuto assaggiare la morte per la tua lingua// guardandoti mangiare un gelato quando eravamo piccoli”

Il loro epistolario amoroso è scandito dai landay. Griswold racconta che per raccogliere questo landay ha dovuto mettersi il burqa per timore di essere scambiata per una spia. Le donne che ha incontrato temono il rientro dei soldati americani negli U.S.A. Il loro destino e il loro ruolo nella società afgana è molto fragile e incerto.

Il landay e la società talebana

Per quanto riguarda il landay che segue, è interessante notare l’operazione di attraversamento fatta accostando un vecchio landay e una situazione nuova come quella del regime talebano.

“Sono innamorata! Non lo nego
neanche se gratterai via il mio verde tatuaggio con un coltello”

“Non sarai mai un mullah, Talib, non importa ciò che farai.
Studiando i tuoi libri, vedrai il mio verde tatuaggio”

I versi sono costruiti su di un vecchio landay proviene da antichi racconti popolari, “Talib-jan e Gulbashra”, parte di una collezione orale in gran parte dimenticata chiamata Milli Hindara. Talib significa semplicemente “studente religioso”. Nella versione precedente il regime, un Talib si innamora di una bella donna che lo distrae dai suoi studi.
Nella versione proposta, il landay viene contestualizzato nel periodo dell’ascesa del regime dei Talebani che con i loro editti religiosi contro le donne hanno contributo alla segregazione di queste ultime.
La poesia è associata ad una ipocrisia di fondo che vede un ostentato atteggiamento religioso nascondere una realtà ostile e violenta contro donne e ragazzi.

Il landay e il rapporto con la guerra

“Il mio amante è bello come solo un soldato americano può essere.
A lui ho guardato come farebbe un Talib, così mi ha martirizzato.”

“O caro, sei americano ai miei occhi.
Tu sei colpevole; ed io mi scuso.”

“Poiché il mio amore è americano,
vesciche fioriscono sul mio cuore.”

I versi riportati sopra riflettono uno spostamento temporale. Il primo è il più vecchio e ricalca l’originale “Il mio amore è onesto come un soldato britannico”, appartenente al periodo dell’occupazione inglese. Pian piano la parola “americano” ha preso il posto di “inglese”.
Il secondo landay è oggi popolare alla radio e su facebook. Tutti i soldati, siano essi spagnoli, inglesi, italiani, sono chiamati americani.
Nella versione precedente dell’ultimo landay riportato, al posto di “americano” vi era la parola “bugiardo”.

Il landay e la donna

Ashaba, una donna anziana che vive nel campo profughi di Samar Khel Tagaw, a circa dieci miglia a est di Jalalabad, recita questo landay:
“Ho sognato di essere il presidente/ Al mio risveglio ecco, sono il mendicante del mondo”.

Griswold racconta che il marito di Ashaba stava morendo nella stanza accanto. Ashaba era terrorizzata di ciò che le sarebbe accaduto dopo la morte del marito. Senza di lui temeva avrebbe perso il suo posto nel mondo. Come la maggior parte delle donne afghane, non aveva neanche idea della sua età.

I landay che seguono fanno parte di un lamento di una donna non sposata, divenuta ormai vecchia. Versi che parlano di tradizioni non sempre favorevoli alle donne:

“Mi hai venduta ad un uomo vecchio, padre.
Possa Dio distruggere la tua casa, ero tua figlia.”

“Arrotolavi uno spesso turbante attorno alla tua testa calva
per nascondere la tua età. Perché? Se sei quasi sul punto di morire!”

“La vecchia capra catturò un bacio al mio muso imbronciato
come strappar via un pezzo di grasso dal muso di un cane affamato.”

“Cosa mi hai fatto, mio Dio?
Le altre sono fiorite. Io rimango chiusa in una gemma”

Il landay e la prigionia

Il landay seguente è stato cantata da Basbibi, donna che vive nel campo profughi di Char-i-Kambar, a Kabul, dove due dozzine di persone sono morte di freddo nel 2012. Una di queste era suo marito.

“Nella prigione di Policharki, non ho nulla di mio,
eccetto il mio cuore stretto tra mura di pietra”

Policharki è una prigione ancora oggi in uso, costruita dai russi a Kabul. Il figlio di Basbibi vi è finito dentro per aver partecipato ad una rivolta per l’uso dell’unica pompa per l’acqua, nel campo profughi di Char-i-Kambar.
Le donne riunite in segreto per ascoltare Basbibi cantare, riporta Griswold, avevano paura delle registrazioni con l’iPhone, perciò si era fatto in modo di coprire il telefono con dei cuscini. Il loro onore, se qualcuno avesse scoperto le registrazioni, sarebbe stato violato. L’unica “scuola” a cui le donne possono accedere nel campo insegna loro a cucire e come utilizzare i pulsanti di un telefono
cellulare.

“Vieni a Guantánamo/ Segui lo sferragliare delle mie catene”

“Madre, vieni alle finestre della prigione/ Parlami prima che io vada al patibolo”

“Ti prego, riferisci al guardiano della prigione/ Non essere troppo crudele con mio figlio, Allah Mohamad. “

Anche questi tre landay parlano di prigionia. In questo caso il landay è stato cantato da Haram Bibi, donna di sessant’anni e madre di un uomo di quarantasei anni chiamato Allah Mohamad.
Allah Mohamad con il fratello Shahidullah, fu tratto in prigione durante un raid nel villaggio di Dawlatzai, nella provincia di Chaprihar. Haram Bibi si era recata da Griswold per avere aiuto dato che da sei mesi non aveva nessuna notizia dei due uomini.

E’ interessante notare che il trattenimento dei due uomini, presso la prigione di Bagram Airfield in Afghanistan, era ritenuta dalla donna una ingiustizia, perché credeva fosse dovuta ad una ripicca tra parenti.
In una condizione simile a quella afgana è facile che ad una già dura situazione di guerra si aggiunga una interna lotta fratricida per il potere.

Landay e guerra

“I droni sono arrivati nel cielo afgano.
Le bocche dei nostri razzi risponderanno.”

“ Il mio Nabi fu ucciso da un drone.
Possa Dio distruggere i tuoi figli, America, tu hai ucciso i miei”

Il primo landay potrebbe essere visto come un esempio di “poesia talebana”. Il versetto anti-americano è molto popolare in Afghanistan. Tuttavia non tutte le poesie che si oppongono agli americani appartengono ai talebani. La rabbia contro le forze internazionali, in particolare nel sud-est del paese, che ha sopportato una gran parte del peso della guerra, è tale da aver fatto nascere landay anti-americani un po’ ovunque.

Soprattutto per quanto riguarda gli attacchi con i droni (onnipresenti nei cieli sopra il confine tra Afghanistan e Pakistan). La paura dei droni ha spinto anche coloro che erano contro il regime talebano, a supportare i militari talebani.

Il secondo landay è stato cantato da Chadana, madre di un combattente talebano ucciso in un attacco in Zormat, nella provincia sud-orientale di Paktia, nel 2011. Chadana aveva tre figli: due divenuti combattenti talebani e il terzo un poliziotto.

Riepilogo

I landay sopra riportati sono solo una piccola parte della infinita produzione poetica popolare alla quale si è avvicinata Griswold. Vi sono landay che parlano di talebani, americani, che parlano di amore, di società e tanto altro.
Ciò che ritengo importante è che siano una forma di poesia popolare cantata e che vengano cantati e narrati da donne. In questo caso si uniscono due componenti che sono quello di una forma poetica nata per necessità di espressione ed elaborazione delle vicissitudini umane, accanto ad una più specifica condizione della donna, viva e partecipe in una comunità che non sempre ne riconosce il valore e la presenza.

Tenendo conto di quanto poco conosciamo delle comunità attorno a noi e come talvolta, molte cose sfuggano della nostra, ritengo necessario un costante esercizio di ricerca e attenzione prima di qualsiasi esternazione di giudizi e di critica sulle “vicissitudini” del molteplice vivere umano.

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