Cronistoria della genesi di una azione poetica_Alimono VII

Alimono/Gruppo di lavoro: Chiara Catapano, Iula Marzulli, Gaetano Fidanza, Marianna Fumai
anno 2014

—note di lavoro—

ripercorrere tutti i passaggi, l’avvento delle cose che accadono, le scoperte o ancora ciò che la ricerca porta, è un passaggio doveroso per cercare un grado di organicità che porti Alimono ad una propria intima concretezza , ad un suo intimo manifestarsi ed sporsi

riprendo qui la questione delle mani emersa durante il lavoro, attraversata attraverso l’iconografia della Maria, la quale a sua volta è stata a me portata da Maria Nefeli, citata nel testo di Chiara da Elytis.

Maria è la madre, il principio, l’origine lo specchio, il serpente che si morde la coda all’infinito. Essa per me si muove attraverso le mani, le mani sono i suoi occhi. Occhi prensili che avanzano come mani, mani in cui è racchiusa la parola ancora prima di essere scritta, un segno che va oltre il significato e il significante

Leggendo di Ketty La Rocca, oltre ad imbattermi nelle sue bellissime parole, mi si presenta la sua danza delle mani, ossia il lavoro di ricerca che questa artista ha portato avanti rispetto alle mani, al linguaggio, alla relazione tra sé e l’altro da sé, mani che fermano, indicano, bloccano, avanzano, disegnano, esplorano. “Appendice per una supplica” è del ’69. Mi piacerebbe poter vedere questo video. In questo caso le mani risaltano su fondo nero. “Le mie parole e tu?” è invece del 1974.
ketty_la_rocca_-_1974.4b_appendice_per_una_supplica,_1974,_phoptograph,_series_of_six,_each_500_x_600_mm,_museum_ostwald,_dortmund,Ketty-La-Rocca-Appendice-per-una-supplica-1

panagia-particolare, madonna con bambino dormiente, andrea mantegna
Le mani di Maria, le mie, sono assolutamente parte del corpo, esse non sono divise, ma parlano e danzano col corpo tutto, con il seno, le scapole, le gambe, la pancia. Indicano ma non come sole mani

il corpo tutto è ricoperto di occhi e le mani sono l’emblema di questo occhio pulsante esteso su tutta la pelle

…ricordo gli ex voto al mercato di Atene. Targhette di argento o di metallo in cui erano impresse parti del corpo. Era la testimonianza della guarigione, attribuita al santo, di una data parte del corpo del fedele…

ma in Alimono il corpo piano piano si dissolve e rimane l’oggetto, il sedimento, l’avanzo…e quelle mani si dissolvono nella terra, lì dove c’era il libro, lì dove c’era lo stesso poeta “disteso sopra una roccia”, lì dove rimane una sedia vuota, bianca, quasi di luce, quasi di ossa

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