CRONISTORIA DELLA GENESI DI UNA AZIONE POETICA_ALIMONO VI

Non è uno spettacolo, e dunque cosa è? Continuano a venirmi nella testa immagini e tutte queste parole cominciano a sembrarmi tante, tantissime parole, tutte perfettissime, tutte colme,
ogni parola è un vaso pieno che esonda, va fuori, straborda

e perché, proprio ora, credere che il teatro seguito non abbia più un senso
in questi testi è come se avvenisse una consumazione, è così? devo consumarmi per fare tabula rasa, sapendo del vuoto, che partire da zero è impossibile
sempre si accumulerà qualcosa, sempre ci saranno avanzi, scarti, resti

cercherò di coinvolgere Marianna per questo, quello che ho ormai in mente è un lavoro che incrocia il video con la performance…performance…che terribile parola…azione…sì…come dice Chiara, “si ultimò sotto i nostri occhi, è certo/ un’azione”

“essere posseduti dal tempo” essere posseduti dalla parola. Il lavacro come atto di iniziazione alla possessione. il battesimo e la “lavata di testa” prima dell’invocazione dell’archetipo
archetipo: principio della forme/ forma –modello
la lavata di testa precede l’invocazione tramite suono, ritmo, parole (mantram)-evocare. Attraverso il mito si evoca l’esperienza che rimarrebbe, altrimenti, senza parole. Per comunicare l’esperienza altrimenti inesprimibile accade la visione-in-forma di “figura di donna”, che conduce
(Elemire Zolla)
la mia figura di donna è Maria Nefeli, è la Madonna, è Maria Maddalena, è il principio femminile delle cose

Vincenzo_Foppa_La Madonna del libro Vincenzo Foppa, La Madonna del Libro

Marianna è d’accordo ma i tempi slittano ancora, per fare ciò che in testa sta prendendo forma occorre tempo e ovviamente coinvolgendo altre persone il processo creativo diviene più complesso ma, allo stesso tempo, più eccitante.
Domani ci vedremo per capire un po’ i tempi, parlare del progetto e stilare un possibile storyboard

le visioni che prendono luogo dal buio vanno tra sonno e veglia, tutto mi piacerebbe bruciasse in una luce accecante
i materiali di cui finora ho bisogno sono:
terra, acqua, bacinella con brocca, sedia, libro rosso, tela da vigna, ali

e mi pare che questa voce che dice e dice, usi effettivamente le parole come un mantra…trance…

tutto si giocherà tra il dentro e il fuori in uno scambio continuo: è gesù che annuncia il verbo a Maria o è Maria che annuncia il verbo a Gesù. Gesù l’ermafrodito, lo scambio viscerale delle forme e dei sessi, Medea, Ulisse, il fiato di Elena, Chiara, Gaetano…

non riesco a capire se le immagini, ora come ora, sono troppo “ferme”

Maria, eccola qui, al mio fianco
scopri qui, l’anca bianca e sfiorala
leva con le tue dita
ciò che rimane di veli e vestiti

nuda sarò il frutto che consuma
nella tua mano

tu baci con una bocca di brace
mi prendi l’anima e la sputi sugli alberi
farò dei tronchi la casa instabile delle parole

hanno appena bruciato i rami della vite
ho bevuto dai tuoi occhi il sole

IMG_7659

Intanto ho finalmente le ali di Patrizia, è incredibile quante persone già si sono intrecciate a questo lavoro, più o meno consapevolmente. L’immagine delle ali della cutrettola e delle ali in generale, è una delle immagini a cui tengo di più. La piuma impermeabile all’acqua, la piuma che nel suo cavo ospitò il nero della parola, la piuma del volo più inaudito, il salto

-riferimenti* immagine colombe intrappolate nella rete bianca (Pasolini); immagine donna che cammina cadendo sulla terra (P. Bausch); mani delle icone

madre di dio, icona da viaggio Icona da viaggio

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