Corpo erotico_infinito consumarsi dei cicli

“Il tuo seme attende il ruscello in secca del mio petto,
e il letto delle mie vene è per il tuo torrente,
e così, freddi e neri in strada
per il mondo i tuoi passi con i passi miei.

Ascolta, che ti nascondi sotto la mia pelle,
e spumeggi come sangue sotto la mia pelle,
bruciati i miei capelli dalle carezze
e bruciate le mie guance da ogni desiderio.”

da “Amorosamente” di Forugh Farrokhzad, traduzione di Domenico Ingenito

Per questo fine e inizio anno, per questo flusso continuo di distruzioni e rinascite, dono a tutte e tutti, tre poesie erotiche di Isabel Campo. Perché, dopo le notti con la Cuspide Malva attraverso le poesie di Ana Rossetti, le scelte letterarie da portare il 4 gennaio a Galatone, l’attenzione recente sui testi di Kavafis, la ripulsa e l’amore per Valduga, i retaggi increspati di un Bataille a lungo inseguito…insomma perché tornare all’erotismo?

C’è qualcosa in questa parola (dal latino tardo eroticus, a sua volta da ἔρος, “amore”), che provoca un ribollio nel sangue e negli occhi e fa confluire alla radice delle cose, molte di quelle energie che spesso ci muovono nella quotidianità, come assopite.

“Che appartiene all’amore; che ne rappresenta gli effetti, ne celebra le delizie”, riporta il dizionario etimologico. Nell’erotismo, assolutamente allacciato e stretto all’amore, confluiscono i flussi della morte e della vita, in esso si consumano i fremiti e gli afflussi di un sangue che brucia e in esso dimorano i germogli di una vita incendiata. Erotismo è ciò che lega gli esseri umani agli esseri umani, in un continuo misurarsi di rapporti di forze sempre in movimento. Penso alla caduta, all’abbandono, all’eccesso, allo sfondamento, al varco e al suo oltrepassamento ma penso anche al sedimento, all’avanzo, a ciò che si consuma e al resto.

In una comunità dove carnefice e vittima sono in continuo scambio di ruoli, dove si fa l’amore al suono delle nuove armi di precisione, in una comunità dove la parola e il fuoco amoroso in essa contenuto celebrano vite alla deriva, torno all’erotismo dei corpi che ha anche a che fare con la estrema gratuità dell’amicizia, l’assoluta inutilità e l’inspiegabile trasporto che ci lega a questa o a quella persona.

L’esplosione dell’erotismo è l’esplosione dell’anima e del corpo che si incendia come incendia un ramo preso nel raggio solare condotto da un vetro, soli in mezzo al deserto, un deserto che chiama come una ossessione cara e sempre temuta.

L’erotismo è anche un travaglio e un silenzio, un infinito e ripetersi del perdere sé.
In questi giorni dove sovente l’immagine che ricorre è quella di un corpo muto e silenzioso ai bordi di un precipizio, l’abbandono erotico è il un dono di scrittura che sempre tradisce e sempre realizza la sua incompiutezza, la sua non finitezza. Come non finita la poesia di Isabel Campo che qui riporto:

Il piacere dei fiori

Quando piegata laceravo coi morsi
i lembi nascosti di una pelle tradita

tu forte tenevi ed aprivi
dei lembi nascosti l’estrema ferita,

nel fuoco bruciava la pelle al suo bacio
in gonfie corolle di fiori

un pulsare di carni nel vento che scuote
e avvento riverso di umori.

Roghi

Amami, amami con lo stupore dei primi segni
che rivelano allo sguardo il piacere che conservi
nel lentamente consumarmi.

Amami, amami nel dividermi dalle mani
dalle labbra, dagli archi delle gambe
e nelle piccole inaudite aperture.

Amami, amami nel lentamente consumarti
prepara questo mio corpo di rami e fascine ed un fuoco
per la tua infinitamente nuda complessione.

La fuga delle gazzelle

Ho sentito la gente passare sotto le finestre
in verità diceva “non sentiremo gli amanti
prendersi fino al dissolversi delle stelle”,

gli uccelli si sono posati uno ad uno sui rami
in verità si mormora “non vedremo le bocche
serrarsi nelle bocche, bagnare le labbra”,

passa una donna di porta in porta
in verità essa sussurra “lei non tocca il suo
docile corpo, lui non chiude nelle mani i suoi seni”.

Ecco di essi, non rimarrà traccia alcuna
e nei deserti solo un correre veloce di gazzelle
ricorderà per un breve attimo gli amplessi.

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