A morsi la carne del cuore_quinto terzetto

I
poiché parlammo del piacere
divenimmo presto amanti
le parole tradiscono il corpo
ed esso si contrae
al segno che lo investe

tu risiedi nel corpo che esulta
e tutto lo slarghi e ne fai arco
sei ciò che nella carne
si perde senza fine

poco a poco a te vieni meno
nel ripetersi lento di questo venire

II
quando mi prendi tutta mi tradisco
lascio ad altri l’amore e tengo il corpo
al sentire impongo un solido comando
-non tentare neppure con un dito
di andare oltre le dita
verso l’obliquo del sentimento-

e se nella mano stringo la tua testa
o ancora la tua spalla, il tuo ginocchio
dico -esso null’altro è
se non tra corpi corpo-

allora ditemi cos’è questo male che avanza
che fa casa nel cavo e a cosa rimanda
perché ad ogni atto amoroso
qualcosa lacera e infiamma

III
mordi
a piccoli morsi mordi
ti offro la carne di teneri ibiscus
eccoli, appena sbocciati
offerti a lumache insaziabili
essi si disfano
mangiati nella notte
il rosa slabbrato delle loro carni
osceno spettacolo al venire dei giorni

nascondete, vi prego, ai miei occhi
gli ibiscus dei giardini

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2 pensieri su “A morsi la carne del cuore_quinto terzetto

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