Alla Cuspide Malva/To the Purple Apex

Introspection 2011 Nazif Topçuoglu, Introspection, 2011

C’è un piccolo gruppo di donne, molto diverse l’una dall’altra, che da tempo cerca di creare interesse, suscitare stimoli, smuovere le acque riguardo a quello che viene chiamato, in modo ampio e generale, il mondo della letteratura.

Con mondo della letteratura intendo tutto ciò che tocca le forme scritte del pensiero e dell’agire umano, dalla poesia al romanzo, dai testi teatrali al saggio e altro, molto altro, cercando di comprendere e conoscere anche contesti letterari di culture differenti.

Il nome del gruppo di cui qui si parla è Cuspide Malva. Nome che viene da un verso di Ana Rossetti, “e una goccia appare sulla tua cuspide malva”, nella poesia “Cibele davanti all’offerta annuale di tulipani”. D’altronde la poetessa in questione è stata “scoperta” proprio durante la preparazione di una delle serate di lettura organizzate dalla Cuspide, sulla letteratura spagnola.

Non sappiamo se la storia, quella piccola e meno piccola, conserverà traccia di questo passaggio. L’essenziale è che l’erba venga falciata nei nostri giorni e che qualcosa si smuova nel terreno. Qui e ora. L’organizzazione di queste letture comporta uno scambio di materiali, un impegno di ricerca e studio che fa incontrare non solo testi ma persone.

Nell’ultima serata organizzata presso la piccola libreria “La bambola di Kafka” a Lecce, si è concretizzato un intreccio di vite e di esperienze artistiche che sono state in grado di far fiorire sguardi su ciò che fa parte della cultura turca e curda. Il fotografo e architetto Nazif Topçuoglu (http://naziftopcuoglu.com/about/), il pittore e poeta Vito Intini con la sua dedizione e generosità, la poetessa Müesser Yeniay, lo studente di archeologia Çağrı Durmuş che ha supportato la serata con letture in turco di alcune poesie e la presenza importantissima di Yusuf Polat, studente di filosofia, che con la sua passione ha sollevato un lembo del velo che copre la conoscenza della cultura curda, che a lui appartiene.

Presenze, non tutte fisicamente durante la serata, ma che hanno interagito e contribuito in modo determinante alla germinazione delle letture.

Questo intreccio di esperienze ha bisogno di cura e di tenacia. La cultura, che con la coltura ha una grande affinità, ha bisogno di una dedizione e devozione che, se fosse realmente sostenuta, porterebbe sicuramente ad una comprensione reciproca delle differenze che fanno parte dell’essenza eterogenea della “comunità umana”. L’esistenza della Cuspide, come di tanti gruppi di lavoro che dedicano la propria esistenza all’arte, ondeggia sempre su di un bilico molto, molto scivoloso. Perché sembrerebbe normale, lì dove regna una insostenibile ignoranza, non supportare economicamente certi tipi di attività, come quelle culturali.

In un tempo assai remoto la poesia viveva nei vicoli, la gente ascoltava, il teatro era di casa. O forse è solo una mia fantastica utopia del passato? Cosa rende l’arte una pratica di condivisione esclusiva o elitaria? O forse non abbiamo il tempo per una pratica che toglierebbe tempo al “lavoro”? Un amico ritrovato mi rassicura: il tempo siamo noi a crearlo.

Come i fiori di Nâzim Hikmet, la resistenza poetica, e l’arte, fioriscono, incessantemente. “Tutto rinascerà di nuovo/per l’amore che credevi morto”. Così recita una poesia di Ahmet Hamdi Tanpınar.

La Cuspide resiste e dissemina i suoi petali da quella angolatura di inflorescenze appena tinta del colore della malva.

-grazie mie compagne-

(sono parte de La Cuspide Malva: Manuela Mastria, Francesca Greco, Adriana Polo, Iula Marzulli)

5 readers 2002 Nazif Topçuoglu, 5 Readers, 2002

There is a little group of women, very different from each other, trying to create interest, to give suggestions, to rock the boat, to stimulate ideas and curiosity, about the so called “world of literature”.

With the words “world of literature”, I mean any written form of thinking and acting concerning the human being, from poetry to novel, from theatre texts to essays and so on, in order to understand and to know also literature contexts from different cultures.

The name of the mentioned group is Cuspide Malva ( Purple Apex). Name present in a verse of Ana Rossetti “and a drop appears on your purple apex”, in the poetry “Cybele at the annual offering of tulips”. The poet Rossetti, has been “discovered”, by the Cuspide, during the past work on the Spanish literature.

We don’t know if the history, little or not, will keep the traces of this passage. The essential thing is to cut the grass and turn over the ground. Here and now. The important thing is that the organization of these readings enhances exchanges of materials, research and study and the encounter of persons, not only texts.

The realization of the last appointment on the Turkish literature has been very important by giving the concrete possibility to know artists coming from Turkish and Kurdish experiences. The photographer Nazif Topçuoglu (http://naziftopcuoglu.com/about/), the artist and poet Vito Intini with his generosity and commitment, the poet Müesser Yeniay, the student of archeology Çağrı Durmuş with the support given in reading Turkish poetries and the crucial presence of Yusuf Polat, student in philosophy, with his passion and knowledge on the Kurdish culture, his own culture.

To keep these experiences needs care and perseverance. Culture, very near to the concept of cultivation, needs devotion. If culture is sustained, it is possible to allow knowledge among people coming from different contexts, with different identities. But not always culture is sustained. The existence of Cuspide Malva, like other artistic work groups, is always on a dangerous edge. In Italy, it seems quite normal to not support economically art and artists.

Long time ago the poetry lived in streets, people heard poets, theatre was in daily life. Or maybe, is it only a personal utopia address to an utopic past? Why is art a practice of elites? Or maybe we don’t have time for a practice that takes time to the “real” work. A friend recently refund reassures: we create time.

As the flowers of Nazim Hikmet, the poetic resistance, and the art, bloom again. “All will be born again to the love you thought dead”, says a poetry of Ahmet Hamdi Tanpınar.

Cuspide resists and scattered its petals from that slant of flowers, purple painted.

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