Femmina Morta o delle contrade

Chagall, Mucca con l'ombrello
Chagall, Mucca con l’ombrello, 1956

Le campagne tra Putignano, Castellana, Noci, Turi sono campagne squisite, dedite all’agricoltura e al pascolo di enormi mucche che ti verrebbe voglia di toccare. Quasi istintivamente ti balza nel pensiero, un confronto spiazzante tra le mucche ingessate nelle fabbriche tra pompe, buchi (grazie Marianna per postato e fatto conoscere l’ennesima tortura inflitta agli animali), ferro e immobilità e queste mucche dalle mammelle sode, da prendere tra le dita per impararne il mistero del latte.

Non c’è nulla di idilliaco, la stortura c’è sempre ma si cerca di fare il minor danno possibile quando si ha la volontà di farlo.

Oggi è una giornata brumosa. Una leggera nebbiolina ricopre queste splendide campagne dove ruderi semi distrutti, pietre, lunghi muretti a secco occhieggiano con il loro biancore. Non vorrei fare null’altro che dissolvermi in questa terra umida. Sarà quello che farò un giorno ma…ecco che un cartello stradale, con la forza di un lampo, appare davanti ai miei occhi con la sua semplice scritta:
“contrada femmina morta”

Ora, come dice mia madre, i nomi delle contrade sono spesso i più bizzarri. Ma io immagino quelle donne che giornalmente passano davanti a questi cartelli e mentalmente ripetono in testa “femmina morta, femmina morta”, cosa deve accadere nel mondo psichedelico che prende luogo nel pensiero?

La mia reazione di sbigottimento lascia un spazio ad una sorta di risata interiore e poi a un lieve disagio. Capisco la commemorazione o il retaggio storico leggendario che si cela dietro questo cartello (almeno spero che abbia una spiegazione) ma il binomio di femmina e morte, non mi concilia né con me stessa, con le parole, né con il mio essere donna, né con la stessa morte.

Non propongo certo di cambiare il nome al cartello, né di proporne un altro, per equiparare la questione con maschio morto, non sono così eccessiva, per carità! Chiedo solo, forse per capire o lenire, da dove deriva questo nome. Il cartello si trova vicino l’ingresso di Putignano.

Dove si parla di poesia, tra corbezzoli, legno che brucia e un gatto completamente bianco che miagola alle foglie.

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