A morsi la carne del cuore_quarto terzetto

I
queste sono ore impietose
sorde alla voglia e al tremore
all’avvento del desiderio
che tutta mi raggela

esse avanzano come squarcio
nel tessuto che consuma

il lento cucire dei giorni
a nulla vale, lo squarcio s’allarga
e tutta mi apre

un golem si disfa in queste notti
brucia con le stoppie della vite

II
se tutto ti tengo
trattenuto in gola
hai ordito un cielo bianco
dentro il mio corpo

come esso implode
ogni cosa a riempire
trabocca
cavo mi fa il corpo

tu dai la misura del vuoto
dai luogo a cieli bianchi
davanti ai quali smarriscono i segni

III
principia come una fame
da una bocca celata allo sguardo
segnata, additata
e tutto il corpo la segue
cerca e tra le pieghe impazza
incurante di spini
delle rocce lungo la sua corsa
avanza, essa avanza
veemenza che gli occhi offusca

oh vergogna dei sensi
protesi al cedere in fretta
alla dolcezza di questo smarrirsi

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