CABARET VOLTAIRE e di alcuni versi di Emmy Hennings

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Copertina del periodico Dada, Zurigon 1918, ideata da Marcel Janco, Hugo Ball e Tristan Tzara.

«Quando fondai il Cabaret Voltaire, ero convinto che ci sarebbero stati in Svizzera altri giovani desiderosi quanto me, non solo di godere della loro indipendenza, ma di darne anche la prova. Mi recai dal signor Ephraim, proprietario della Meierei, e gli dissi: “Vi prego signor Ephreim di darmi la sala. Vorrei fondare un cabaret artistico”. Ci mettemmo d’accordo e Ephreim mi diede la sala. Andai da alcuni miei conoscenti. “Datemi, vi prego, un quadro, un disegno, una stampa. Vorrei associare una piccola mostra al mio cabaret.” Alla stampa favorevole di Zurigo dissi: “Aiutatemi. Voglio fare un cabaret internazionale: faremo belle cose”. Mi furono dati dei quadri, si pubblicarono dei trafiletti. Così il 5 febbraio noi avemmo un cabaret. La signora Hennings e la signora Leconte cantarono in francese e in danese. Tristan Tzara lesse alcune delle sue poesie rumene. Un’orchestra di balalaiche eseguì canzoni popolari e danze russe. (…) Il piccolo fascicolo che pubblichiamo oggi è frutto della nostra iniziativa, e della collaborazione dei nostri amici in Francia, in Italia e in Russia. Esso deve indicare l’attività e gli interessi del Cabaret, la cui intenzione è esclusivamente quella di ricordare, al di là della guerra e delle patrie, quei pochi indipendenti che vivono di altri ideali. Lo scopo immediato degli artisti qui riuniti è l’edizione di una rivista internazionale. La rivista nascerà a Zurigo e porterà il nome di “Dada”. Dada Dada Dada Dada. »
H. Ball in “Cabaret Voltarie”, maggio 1916

“DADA DADA DADA, urlo di colori contratti, groviglio di opposti e di tutte le contraddizioni, del grottesco e dell’incongruenza: LA VITA”
Tristan Tzara da Manifesto dada 1918

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Hugo Ball e Emmy Hennings

All’interno del gruppo dei dadaisti, ci sono uomini ma anche donne, come Emmy Hennings. Poetessa e performer si esibiva al Cabaret Simplizissimus di Monaco ed in seguito al Cabaret Voltaire, nel quale collabora con Hugo Ball. Hugo Ball e Emmy Hennings non erano a Zurigo per puro caso ma la città fu da loro scelta dopo varie peregrinazioni, ultima Berlino, dove il crescente nazionalismo li spinse definitivamente a partire. Emmy Hennings era una donna con molto carattere, che seguì Ball, del quale era compagna, anche dopo la chiusura del Cabaret Voltaire. La sua vita tocca differenti esperienze artistiche e non. Dalla scrittura al canto, dalla prostituzione alla deriva cattolica. Ma qui mi preme ora riportare alcune delle sue poesie. In una traduzione di cui chiedo preventivamente venia ma in cui mi cimento per necessario atto amoroso.

After the Cabaret

I see the early morning sun
At five a.m. I homeward stroll.
The lights still burn in my hotel.
The cabaret is finally done.
In shadows children hunker down.
The farmers bring their goods to town.
You go to church, silent and old
grave sound of church-bells in the air,
and then a girl with untamed hair
wanders up all blear and cold:
“Love me, free of every sin.
Look, I’ve kept watch many nights .”

Dopo il Cabaret

Vedo il sole del primo mattino
alle 5 passeggio verso casa.
Le luci bruciano ancora nel mio albergo.
Il cabaret è finito finalmente.
Nell’ombra bambini accovacciati.
I contadini portano al paese i loro arnesi.
Tu vai in chiesa, silenzioso e greve
il suono delle campane nell’aria,
poi una ragazza dai capelli scarmigliati
vaga annebbiata e infreddolita:
“Amami, libera da qualsiasi peccato.
Guarda, sono rimasta sveglia molte notti”

Dancer

To you it’s like I’m marked, my name
just one on the list of the dead.
Too gone to sin in many ways,
I slowly drag through life’s old game,
anxiety in every stride.
My very heartbeat’s sick,
and it grows weaker day by day.
The angel of death now stands inside.
I dance until I’m out of breath —
I’ll soon be in my grave —
I know I’ll have no lover then —
so kiss me until death.

Danzatrice

Io, per te, come fossi marchiata, il mio nome
solo uno dei tanti nella lista della morte.
Ho peccato molto e in molti modi,
e lentamente mi trascino nel vecchio gioco della vita,
ansia ad ogni passo.
Il vero battito del mio cuore è malato
e peggiora di giorno in giorno.
L’angelo della morte adesso mi è dentro.

Io danzo fino alla fine del mio respiro
presto sarò nella mia tomba
e lì so che non avrò nessun amante
baciami quindi, fino alla morte.

Untitled

And nighttime when there is no light
and pictures fall right off the walls,
then someone laughs so big and bright
Someone’s long hands grab for me
And then a lady with green hair
who looks at me so very sad —
she was once a mother she swears.
She cannot bear the weight of pain
(I press the thorns into my heart
and then stop full of peace,
and I will suffer every hurt
it’s what is asked of me.)

Senza titolo

E la notte senza luci
senza immagini, cade oltre le mura,
poi qualcuno ride con fragore, luminoso
qualcuno dalle lunghe mani afferra per me
e una donna dai capelli verdi
mi guarda tristemente
giura di essere stata madre.
Non può sopportare il peso del dolore
(comprimo le spine nel mio cuore
e poi mi fermo piena di pace,
soffrirò ogni ferita
questo mi è stato chiesto.)

(traduzione dal tedesco all’inglese di William Seaton)

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