A morsi la carne del cuore (III terzetto)

I
dove portano queste tue parti
e l’osso che sporge dal petto
questo tuo ginocchio
e la piega tra ventre e coscia
tu al tuo corpo estraneo
casa di amorosi sensi
che ai plurimi sensi concede
la tua integrità stravolta
tu sei questa mano che avanza
e l’odore di pelle e di peli
tu sei la bocca riposta
e il mistero dell’occhio
e l’inceder dei piedi
di te non so più cosa amo
in questo mio effimero amare
non conosco che soli frammenti
come unica forma d’amore

II
le rose di Gerusalemme
fanno sangue e tu porgi il labbro
affinché anch’esso faccia sangue
e torni il suono alla bocca

i bambini della via dolorosa
volevano vendermi spezie
il mio sogno d’amore
era nel deserto

dammi bere
che solo le mani
furono offerte alla notte

tu, nella terra che ti è casa
hai di me le rose di Gerusalemme
labbra che fanno sangue
e mani che cercano il deserto

III
mai tutto intero
l’occhio stravolto nella luce
ha chiuso la palpebra
sulla tua spalla
sonno e sogno
e una festa d’uccelli

del loro fischio sbrigliato tra i rami
impazziti nello sbattere d’ali
la tua spalla sia un breve riparo
tu, che dentro scavi con voci esplose
tu, caldo fogliame
placa ancora per poco
degli uccelli la voce

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