A morsi la carne del cuore (terzetto di seconda)

I
ogni cosa dischiusa al suo osceno
nulla intatto composto
se non lo stupore di tutte le cose
di noi farsi avanzo, umile resto
ciò che fu perso
lo trovarono in tanti
pezzo per pezzo assommato
ed esso rinvenne
procedeva per segni
ad avido ascolto affidato

degli amanti disfatti
rovistarono tutto
nulla rimase intoccato
del corpo nel corpo
degli intimi umori
rovesciato tra strada e selciato

II
scavato e all’osso arrivata
ridiedi alla terra i tuoi resti
lì dove sfiniti cercammo
sorsero orti

in nulla questo cercare
recide ogni strumento
atto al ritaglio dell’altro
figura amorosa
sono io che risiedo nel corpo
o già dormo nel corpo di un altro
nel bordo che porto e che offro
sfinito, il respiro

III
e poi avanzammo
lasciate le pietre e i tronchi divelti
lasciata la pelle
nuda cicala estiva
confusi nel salice, nell’odore dei pini
placati in ciò che risiede
a sé stesso bastevole
nell’opera di tutte le cose
consumati
come consuma la terra alla terra
come terra che dalla terra procede
avanzammo pietre dei campi
memoria, bianche ossa

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