Portalga_se la roccia respira/ if the rock breathes

mari a portalga

Otto uccelli dalle penne nere e dal ventre bianco tagliano il cielo di Portalga a Polignano. Ancora, otto gabbiani raggiunti da un piccolo gruppo di tre. In lontananza eccoli scomparire tutti e undici nell’azzurro di questo cielo del 24 settembre 2014. Numeri, visioni, immagini. Giro la testa verso la mia spalla sinistra e vedo un gruppo di quattro donne che parlano attorno ad un uomo seduto su di uno scoglio, posto leggermente più in alto. La scena ha un sapore quasi mitico. Immagino per un attimo un tridente, poi preferisco pensare alle sirene.

Ancora piegando lo sguardo verso la mia sinistra, mi arrendo alla roccia che sotto di me respira. La roccia respira. Possibile sia solo un effetto ottico derivato dalla pozza d’acqua salata che vacilla e s’alza e s’abbassa? No, la roccia respira e ne ascolto il soffio con una vertigine che sale.

Il mare, la voce del mare sovrasta tutto, va oltre le visioni, oltre me, oltre i piccoli pesci nella piscina di roccia ai miei piedi. E’ un rombo maestoso che lingue di schiuma bianca portano con sé, riversandosi in un ribollio che assieme acuisce e addormenta i sensi. Portalga, l’acqua delle abluzioni rigenerative, l’acqua della purificazione, l’acqua che rispose con voce udibile solo da me, alle acque che in me divennero sorgente, l’acqua della sorella e del sangue, l’acqua dell’intimità aperta sull’infinito, l’acqua in cui ti ho trovato e perso.

Immagino i mari del Sud che ho attraversato, con le lingue diverse di cui ho sentito i canti e mi accascio sulla roccia, di fronte a me, lo Scoglio dell’Eremita, bello e inquietante, battuto dalle onde.

Lo Scoglio dell’Eremita è il nome che quasi tutti usano per l’isola di San Paolo, isolotto sulla cui sommità dovrebbero esserci le rovine di una cappella dedicata a S. Antonio Abate. Tutto torna, penso. S. Antonio è infatti il santo degli eremiti, lui, l’asceta delle tentazioni. Il mio santo. Ecco, penso, ciò che prima si era materializzato in forma di visione non era il tridente, non le sirene ma Sant’Antonio attorniato da donne procaci nell’atto di tentarlo ai piaceri della carne. Con l’unica differenza che l’uomo sullo scoglio con le quattro donne attorno, non sembrava, in fin dei conti, esser tanto turbato. Resta da capire come mai la cappella sullo scoglio dell’Eremita è dedicata a Sant’Antonio Abate e lo scoglio sia chiamato Isola di San Paolo.

E il tutto non è solo bello e inquietante per la bellezza naturale del luogo in sé e la presenza di Sant’Antonio ma, forse, anche perché quest’isolotto, nel XIX secolo, fu luogo di cura e sepoltura di persone colpite da una epidemia.

Il mare agitato, che parla incessantemente in un rombo fragoroso, contrastando la serenità e la quieta chiarezza del cielo, è il mare dei miei personalissimi turbamenti e dei momenti di quiete rubati alla casa, alla strada, alla vita. Purtroppo un cordone di schiuma giallastra e spessa si inarca a tre-quattro metri dalla costa, forse di più. E difatti, a pensarci bene, l’acqua aveva un leggero sapore di sapone.
Penso: “Portalga, acqua mia segretissima, anche tu invasa dal chimico, anche tu mio carissimo Sant’Antonio, profanato dall’inquinamento!”. E con un sospiro mi avvio, ringraziando anche San Paolo.

Per l’immagine, mi scuso con la bellissima donna che vi è rappresentata, promettendo di cambiarla non appena ne avrò una che raffiguri lo Scoglio dell’Eremita. Eppure, se “aguzzate lo sguardo” potrete scorgere alcuni scogli. Gli autentici scogli di Portalga a Polgnano.

Portalga_if the rock breathes

Eight birds with black feathers and white belly cutting the sky of Portalga in Polignano. Then, eight seagulls reached by a little group of three. Far they disappear, all eleven together in the blues sky of this 24 September 2014. Numbers, visions, images. I turn the head toward my left shoulder and I see a group of women speaking and setting around a man sat on a high rock . The scene has a mythic taste. I image a trident, but definitively I prefer mermaids.

Moving again the eyes on my left, I surrender to the rock that, below me, breathes. The rock breathes. Is it possible that is only an optical illusion coming from the salty water that totters, increases and decreases? I don’t think so. It is the rock. The rock breathes and I listen the blowing rock with an increasing vertigo.The sea, the voice of the sea overcomes everything, it goes beyond the visions, beyond me, beyond the little fishes in the rocky pool on my feet. It’s a rumble coming with tongues of white foam, a rumble that sharpens and numbs the senses.

Portalga, the water of restoring ablutions; the water of purification; the water that answered to the water that in me became source, with a voice that only I can listen; the water of the sister and the blood, the water of the intimacy opened on the infinite; the water where I found you and I lost you.
I image the crossed Southern sea , the different languages I have listened through the songs and I collapse on the rock. Facing me the “Rock of the Hermit”, beauty and disquieting, waves-blown.

The “Rock of the Hermit” is the name given by people to the “Island of San Paolo”, little island that has, in its land, the ruins of a chapel dedicated to Sant’Antonio Abate . Now I understand. Sant’Antonio the saint of the hermits, he, the ascetic of the temptations. My saint. For this reason, the man and the women I saw, were not linked with the vision of trident and mermaids, but it is the vision of Sant’Antonio tempted by sensual pleasures. With a difference: the man in the rock doesn’t seem worried. The only thing to understand is: “why is the chapel on the rock of the Hermit dedicated to Sant’Antonio Abate while the rock is named “Island of San Paolo”?

All I see is beauty and disquieting for the natural beauty of the place and for the presence of Sant’Antonio, but, maybe, also for the story of this island that, in the XIX sec., was a kind of quarantine station during an epidemic in Polignano.

The rough sea speaks with a timeless rumble, in contrast with the serenity and the clearness of the sky. It is the sea of my turmoil and of my quite moments stolen to the house, the street, the life.
Unfortunately there is a yellow/white foam cordon, three-four kilometers from the coast. And If I remind well, the water had a light taste of soap.

I think: “Portalga, my secret water, also you invaded by chemical stuff, also you, my dear Sant’Antonio, violated by pollution!”. And breathing I come back home, thanking also San Paolo.

For the picture I use, I apologize to the beauty woman in it, promising that I will change the picture as soon as I will have one of the Rock of the Hermit. In any case, if you “open the eyes” you’ll see in the picture some rocks. The original rocks of Portalga in Polignano.

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